Lavoro a persone disabili, 11 multinazionali prendono l’impegno

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Il legame tra disabilità e lavoro è sempre stato al centro di molti dibattiti e ancora oggi, per quanto siano indubbiamente stati fatti dei passi in avanti, sembra che la questione continui a rimanere di estrema attualità. La percezione che si ha è che non ci sia una predisposizione sufficiente, da parte delle aziende, di assumere persone con difficoltà fisiche. Ma proprio per dare un ulteriore segnale che è simbolico e concreto al tempo stesso, undici grandi società internazionali hanno firmato un accordo teso a favorire l’occupazione tra i lavoratori disabili.

Parliamo di compagnie molto influenti su scala mondiale che vantano un marchio riconoscibilissimo, milioni di dipendenti al loro seguito ed un raggio di azione che copre ben 170 Paesi sparsi in tutto il mondo: tra i firmatari troviamo pertanto aziende del calibro di Accenture, Accorhotels, Adecco, AXA Group, Gruppo Carrefour, Dow Chemical, Groupe Casino, L’Oréal, Orange, Gruppo Standard Bank e Ginevra. Questo impegno, sottoscritto a Ginevra lo scorso 29 Ottobre, ha portato alla redazione della Carta dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro per l’inclusione delle persone con handicap.

Più in particolare l’impegno prevede che tutte queste aziende si impegnino a fornire luoghi di lavoro accessibili alle persone con disabilità, a garantire un trattamento non discriminante nei confronti dei disabili, ma soprattutto ad assicurare una maggiore flessibilità mentale nei confronti delle disabilità (il che vuol dire anche una maggiore predisposizione ad assumere persone disabili sulla base delle loro potenzialità).

In realtà sono 10 i punti che sono stati messi sul tavolo dell’accordo, ma tutti possono essere sintetizzati in un unico principio di fondo: fare della disabilità non un ostacolo, ma anzi, un vero e proprio valore che possa tornare utile anche per la crescita dell’azienda che se la prende in carico. I disabili hanno grande bisogno di lavorare non solo per poter far fronte alle loro necessità economiche come chiunque altro, ma anche perchè sapere di venire impiegati in un’attività utile può essergli d’aiuto in termini di maggiore inclusione sociale e per permettere loro di avere una più forte autostima nei loro confronti.

A questo punto non ci resta che sperare che gli impegni e i principi condivisi dalle multinazionali firmatarie del piano vengano effettivamente trasformati in realtà, e soprattutto, che questa boccata di aria fresca possa presto coinvolgere anche altre realtà d’azienda!

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