Come la tecnologia aiuta l’integrazione dei disabili nel lavoro

wam ahead

Dell, CitiBank, IBM, Microsoft e Deloitte sono solo alcune delle grandi aziende che hanno fatto uno sforzo consapevole per utilizzare le tecnologie d’assistenza in modo da aiutare i giovani laureati con disabilità a entrare nel mondo del lavoro. Non è solo correttezza politica e sociale: si tratta di giovani ben qualificati che hanno semplicemente bisogno di “accomodamenti ragionevoli” per consentirgli di lavorare efficacemente.

A volte il problema è che i datori di lavoro vedono prima la disabilità, non la persona o le sue competenze o quello che possono portare a un’azienda. C’è ancora uno stereotipo prevalente che crea pregiudizi, consci o inconsci, che equipara la disabilità alle difficoltà ed ai costi.

In effetti, una ricerca condotta sugli ultimi 10 anni mostra che, nel 60% dei casi, non vi sono costi aggiuntivi per l’assunzione di qualcuno con disabilità. Ciò che serve è un cambiamento nel processo di reclutamento e nella mentalità prevalente per riconoscere che questi giovani possono portare un nuovo bagaglio di competenze al business. Le aziende hanno bisogno di talento di buona qualità e questa è una delle strade da percorrere.

Circa l’86% delle persone con disabilità visive è disoccupato, una percentuale elevatissima. Utilizzare le tecnologie adatte per inserire sul posto di lavoro è necessario perché l’isolamento non diventa soltanto sociale ma soprattutto a livello emotivo. La maggior parte delle persone disabili sa che la tecnologia è disponibile, quindi bisognerebbe chiedere loro di cosa hanno bisogno.

Esempi di tecnologie d’assistenza includono software di lettura dello schermo che legge ad alta voce in cuffia, dettatura vocale, telefoni amplificati e scanner ottici. A livello pratico, alcune sistemazioni ragionevoli potrebbero includere l’aumento della dimensione del carattere sullo schermo di un computer, fornire mobili di altezza adeguata, mantenere i passaggi liberi da ostacoli ed avere rampe ed ascensori accessibili alle sedie a rotelle.

Il 25 maggio, CitiBank e Ahead ospiteranno una fiera presso gli uffici Citi di Dublino (aperti a tutti), dove i laureati con disabilità potranno incontrare potenziali datori di lavoro. Ci saranno 20 aziende che ospiteranno stand, tra cui Accenture, ESB, Deutsche Bank, EY e Enterprise.

Per le aziende che non sono ancora sicure di fare questo grande passo, essere coinvolte con il programma WAM gestito dalla Ahead potrebbe essere un punto di partenza. Si tratta di uno stage che mira a costruire la capacità dei datori di lavoro di integrare la disabilità. Le aziende parteciperanno ad eventi di formazione e collaboreranno con il programma WAM per offrire dei tirocini retribuiti ai laureati con disabilità. Ad oggi oltre 300 laureati sono stati inseriti nel programma.

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