La comicità utilizzata per raccontare la disabilità: il caso di Aaron Snyder

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Aaron Snyder in una foto prelevata da wyomingnews.com

Aaron Snyder, a differenza di molti altri, non ha paura di esibirsi davanti al pubblico, presente in un bar di Greeley, in Colorado. Mentre la gente aspetta che lo spettacolo abbia inizio, Snyder sorseggia un bicchiere d’acqua e continua a leggere i suoi appunti, assicurandosi che li abbia nell’ordine perfetto. Il suo sogno, in realtà, è quello di viaggiare in tutta la nazione, parlare alle scuole della sua disabilità e della sua passione di attivista disabile.

Snyder ha una paralisi cerebrale, una malattia neurologica causata da una lesione cerebrale non progressiva o da una malformazione che si verifica mentre il cervello di un bambino si sviluppa nel grembo materno.

La paralisi influenza il movimento del corpo, il controllo muscolare, il coordinamento, i riflessi, la postura e l’equilibrio. Può anche ostacolare le abilità motorie e il funzionamento orale. Mentre per molti è una condizione debilitante, per Snyder invece no: parla con molta eloquenza, anche se a volte balbetta. Cammina senza l’ausilio di supporti, ma comunque si muove più lentamente rispetto agli altri.

Uno dei modi migliori per poter parlare della sua disabilità è attraverso la commedia. Da qui la performance nel bar. “È importante informarli prima o la gente si chiederà cosa c’è di sbagliato in me quando salirò sul palco” ha affermato. “La mia commedia vuole dare voce alle persone con disabilità che potrebbero non essere in grado di difendersi da sole”.

Molte delle sue battute ruotano attorno alla divertente provocazione sulla sua condizione disabilitante, perché Snyder sa bene che la vita è una lotta continua quando non puoi camminare come tutti gli altri oppure se si hanno delle balbuzie.

Per quanto scherzi sulla sua vita, sa che è molto più in forma rispetto ad altri. Snyder porta avanti questi spettacoli da otto anni, quando decise di provare qualcosa di nuovo per dare un senso alla sua vita. Si rese conto che il suo atteggiamento ottimista, la sua personalità positiva e l’umorismo autoironico avrebbero potuto funzionare bene per la commedia. La costante routine della scena comica ha comunque dato i suoi frutti.

Recentemente ha anche scritto un libro di memorie sulla convivenza con la sua disabilità in modo spesso umoristico. Il titolo del libro è “Le opportunità infinite della vita” ed ha una lunghezza di circa 150 pagine. Il lavoro sul suo libro ha contribuito a generargli un’altra idea. Parlando con un amico comico, ha pensato infatti alla possibilità di diventare un oratore motivazionale.

Poteva essere perfetto: prendere il suo umorismo autoironico e positivo e parlare alle persone riguardo alla convivenza con una disabilità. Ma il punto cruciale del suo messaggio è di rimanere sempre ottimista, a prescindere da ciò che la vita ha riservato.

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