Giornata dell’Autismo tra diagnosi precoce e sostegno alle famiglie

autismo

Trovare un marcatore capace di effettuare una diagnosi precoce e ampliare la gamma delle opzioni terapeutiche. Sono queste le due priorità che si è data la comunità scientifica nella lotta all’autismo, malattia di cui si è celebrata la Giornata Mondiale proprio il 2 aprile scorso e che in Italia riguarda circa mezzo milione di famiglie (un dato cresciuto esponenzialmente negli ultimi quarant’anni).

Non essendoci ancora una cura per questa malattia, i ricercatori e i clinici sono costantemente al lavoro per tentare di rendere il meno inficiante possibile la convivenza con questo genere di disturbi. Anche in quanto all’ipotesi di individuare un marcatore nel sangue, la ricerca prosegue a ritmo serrato, e proprio su questo si è concentrato un recente studio pubblicato sulla rivista Plos Computational Biology.

Nell’ambito della ricerca, piuttosto specifico si è rivelato il dosaggio di diversi metaboliti, la cui concentrazione nel sangue viene considerata alterata nei bambini affetti da disturbi dello spettro autistico: questo potrebbe rappresentare un primo importante passo per capirci qualcosa di più, per provare a capire insomma se sia possibile prevenire o quanto meno curare una malattia ormai sempre più diffusa nel mondo.

I risultati a cui si è venuti a capo in questo recente studio, però, per quanto incoraggianti non autorizzano comunque a cantare vittoria. Il meccanismo che sta alla base dell’autismo appare infatti tra i più complessi e la diagnosi clinica avviene sulla base di alcuni test di neuropsichiatria infantile, per cui si è ancora lontani dall’idea di poter affermare che un semplice prelievo di sangue basterà ad effettuare una diagnosi corretta e completa della situazione.

Tuttavia, al giorno d’oggi esistono comunque dei trattamenti riabilitativi che possono migliorare significativamente la sintomatologia e la qualità di vita dei soggetti autistici. Uno di questi è il “parent training”, una tecnica che poggia fondamentalmente su due tipologie di intervento: il sostegno genitoriale da una parte e la terapia mediata dai genitori dall’altra. Nel primo caso si fa supporto ai genitori, mentre nel secondo si prende in considerazione un trattamento rivolto all’intera famiglia. Perché se c’è un elemento di fondamentale importanza in caso di disturbi dello spettro autistico, quello è sicuramente il sostegno.

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