Rimborsi fino a 150mila euro per chi reintegra o assume lavoratori disabili

lavoratore disabile

Ci sono buone notizie per i lavoratori disabili. Il 25 luglio scorso è stata diramata la Circolare INAIL n.30 con la quale l’Istituto amplia le tutele e le misure esistenti per il reinserimento del lavoratore iscritto che dovesse conseguire un qualche tipo di disabilità o a seguito di malattie o a seguito di infortuni avvenuti sul posto di lavoro. La novità sostanziale portata in auge da questa Circolare riguarda l’allargamento delle tutele anche ai nuovi assunti.

Ma andiamo per gradi così da capire meglio di cosa si sta parlando. Il “Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa” approvato nel 2016 prevede tutta una serie di tutele per i lavoratori che conseguono una disabilità sul posto di lavoro. Ebbene, il diritto al reinserimento occupazionale, che costituisce la tutela più importante di tutte, riguarderà ora anche i nuovi assunti.

Sì, ma in concreto come si muoverà l’INAIL per assicurarsi che questo principio venga rispettato? Per favorire il reinserimento lavorativo dei soggetti con una disabilità, l’INAIL stanzierà importi rinnovabili di anno in anno e volti a coprire le spese che le aziende si ritroveranno a dover affrontare per gestire questi casi particolari. Nello specifico, alle imprese che assumeranno un nuovo dipendente affetto da un qualsiasi tipo di disabilità, pur trattandosi comunque di una cosiddetta disabilità da lavoro, l’INAIL rimborserà fino a un massimo di 150mila euro per ciascun progetto personalizzato messo in campo.

In particolare, l’INAIL rimborserà fino a 95mila spese inerenti l’abbattimento delle barriere architettoniche, quindi interventi edilizi, domotici e impiantistici. Dopo di che, interventi di adeguamento e adattamento delle postazioni di lavoro, come l’introduzione di ausili e dispositivi tecnologici e informatici, di apparecchi inerenti il campo dell’automazione, e di arredi ad hoc, verranno rimborsati fino a 40mila euro. Fino a 15mila euro, infine, verranno rimborsati alle imprese per le spese legate alla formazione dei lavoratori disabili. Queste misure di sostegno si applicheranno ai nuovi contratti di lavoro subordinato, parasubordinato, flessibili o a tempo determinato.

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