Disturbo dismorfico del corpo: e se la musica fosse di aiuto?

lindi ortega

Il nuovo album di Lindi Ortega è un film noir musicale, ispirato alle colonne sonore spaghetti western di Ennio Morricone e ai film di Quentin Tarantino.

Oltre 15 tracce e tre atti, segue un personaggio nel viaggio da un luogo desolato dove “la luce del giorno non arriva mai” prima di arrivare alla speranza ed alla liberazione. Sebbene la storia sia fittizia, rispecchia la stessa lotta personale di Ortega. Descrive l’afflizione della cantante con il disordine dismorfico del corpo, e in che modo aveva influenzato sia la sua carriera che la sua vita personale.

“La mia immagine è diventata così distorta che in realtà mi sono convinta di essere deforme”, ha detto la 37enne, due volte vincitore del Canadian Country Music Association Awards. La Ortega ha continuato a descrivere il suo orrore e come ha iniziato a indossare veli e cappelli a tesa larga sul palco per nascondere il suo viso. Ma la musica l’ha aiutata ad affrontare questa condizione.

“Anche nei giorni in cui mi sento particolarmente brutta, devo andare sul palco e cantare il mio amore per i fan”.

Secondo una ricerca, questa disabilità mentale tocca ogni aspetto della vita di una persona, incluso il lavoro, la vita sociale e le relazioni. Nei casi più gravi, può portare a depressione, autolesionismo e persino pensieri di suicidio. Le statistiche dicono che una persona su 50 soffre di questa condizione, e la Ortega dice  che “mentre ne parliamo la percentuale aumenta”.

Dopo cinque album pubblicati, la cantante si è finalmente convinta di confessare ai fan questo suo problema disabilitante. “Non volevo essere conosciuta come la cantante che soffre del disordine dismorfico del corpo, quindi c’è voluto tempo prima di poterne parlare. Volevo anche mostrare alle persone che hanno lo stesso problema di non soffocare la propria vita a causa di questo disturbo”.

Una delle più grandi sfide che ha dovuto affrontare è il giudizio di molte persone che la tacciavano di protagonismo e vanità.

“È una mancanza di comprensione del tipo di tumulto mentale che attraversa una persona con il disturbo dismorfico del corpo” ha detto la Ortega. “Non si limita al semplice ‘oh, mi sento brutta oggi’. È molto più devastante per la mia vita quotidiana. Colpisce la socializzazione con le persone, ti impedisce di uscire e di vivere la vita come fa la maggior parte delle persone. Soffri di depressione e le tue relazioni sono influenzate”.

Sebbene non ci sia una cura, la Ortega dice di aver imparato a farcela grazie, almeno in parte, ad una psicologa che ha conosciuto all’università e che l’ha aiutata a capire la malattia.

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