Barriere architettoniche: il Comune nega il nullaosta? Non sempre può

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Il Comune può rifiutare la domanda di installazione di una piattaforma elevatrice all’interno del vano scale di un condominio? E’ questo il dubbio che da molto tempo a questa parte aleggia in Italia, ma grazie alla recente sentenza del Tar della Lombardia pare proprio che la risposta sia arrivata.

Secondo il Tar, un provvedimento comunale che nega il nullaosta all’installazione di una piattaforma utile per l’abbattimento delle barriere architettoniche è pienamente legittimo (e questa non è certo una buona notizia), ma il disabile o il soggetto che ne ha fatto richiesta può contestare la decisione dell’amministrazione comunale qualora siano state fornite giustificazioni “astratte” e soluzioni “non effettivamente praticabili” (e quest’ultima precisazione è invece una buona notizia!).

Il caso – Tutto è nato in due condomini della provincia di Milano, in cui dei condomini hanno chiesto di poter installare una piattaforma elevatrice affinché potessero venire superate le barriere architettoniche (in entrambi i casi rappresentate da scale). I richiedenti hanno perciò chiesto e ottenuto il consenso da parte degli altri condomini, e proprio come prevede la prassi si sono poi rivolti al Comune di appartenenza per far sì che potessero ricevere l’accettazione finale. Ma sorprendentemente in entrambi i casi si sono ritrovati dinanzi a una porta chiusa in faccia: il Comune ha negato il nullaosta perchè ha ritenuto non vi fosse una reale necessità di installare la piattaforma, e più in particolare che non ve ne fosse perchè i condomini avrebbero potuto applicare un montascale all’interno dello stabile. Il problema è che i due condomini avevano preso in carico l’ipotesi di un montascale, ma in entrambi i casi hanno dovuto rigettare l’ipotesi perchè ritenuta non praticabile dal tecnico occupatosi della fattibilità dei lavori.

La sentenza del Tar – A questo punto è intervenuto il Tar della Lombardia che sulla base delle richieste portate avanti dai due cittadini ha provveduto ad annullare quanto stabilito dal Comune e lo ha fatto perchè si fondavano “su un esistenza astratta, fatta di soluzioni praticamente impossibili da attuare”. Cosa significa tutto ciò? Molto semplicemente che le amministrazioni comunali, quando si ritroveranno a negare un nullaosta di questo genere, dovranno fornire delle soluzioni che siano realmente applicabili e non propinare alternative che come in questo specifico caso si sono rivelate del tutto inattuabili.

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