Antonio, il docente cieco arrivato tra i 50 semifinalisti dell’Italian Teacher Prize

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Da un po’ di anni a questa parte sono nati dei concorsi finalizzati a premiare i docenti ritenuti molto competenti nel trasmettere ai loro alunni la passione per la conoscenza, per la ricerca e per lo studio. Nel nostro Paese esiste a questo proposito l’Italian Teacher Prize, gemellato con il Global Teacher Prize.

Nel concorso italiano sono pervenute 11mila candidature e tra tutte queste sono stati selezionati appena 50 docenti. Come procederanno le cose? Ora che sono stati individuati i 50 docenti finalisti, una giuria nazionale troverà tra loro solo 5 docenti, quei 5 docenti finalisti che avranno diritto a ricevere l’ambito riconoscimento. Al primo classificato verrà assegnato un premio di 50mila euro, mentre agli altri quattro finalisti verrà riconosciuto un premio di 30miila euro che in entrambi i casi non finiranno però nelle tasche dell’insegnante, quanto invece alla scuola in cui questo opera.

Tra i 50 finalisti di questa edizione dell’Italian Teacher Prize c’è anche Antonio Silvagni, un docente che insegna nel vicentino e che è sicuramente molto particolare. Esattamente come tutti gli altri, Antonio è sì un professore motivato e competente, ma il tratto caratteristico che lo contraddistingue sta nel fatto di essere un non vedente. Il suo percorso per arrivare fino a questo punto è stato quindi fitto di ostacoli, ma proprio l’impegno profuso da Antonio è diventato (e diverrà) un esempio positivo per tutti i ragazzi; un esempio che dimostrerà d’ora in avanti come l’impegno, nonostante gli ostacoli, sia sempre in grado di premiare coloro che hanno la tenacia di portarlo avanti.

Antonio ha spiegato alcuni aspetti del suo lavoro, ad esempio come è solito correggere i compiti in classe dei suoi alunni: “Inizialmente per correggere le verifiche mi aiutavano mamma Rosa Maria, già insegnante, e mia moglie Maria Rosa. Da qualche tempo però i miei studenti fanno i compiti in classe in sala computer cosicché possa correggere tutto sul pc. La scuola in questo mi dà una grande mano, durante i compiti c’è infatti un collega-sorvegliante che controlla che i ragazzi non copino. Le limitazioni si superano se c’è una forte componente individuale”.

E neanche a dirlo, tutti noi facciamo il tifo affinché Antonio possa rientrare tra i 5 finalisti!

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