ROMA – Una via Crucis. Settanta gradini risaliti mani e piedi, a carponi. Protagonista una disabile giapponese costretta a scendere dalla carrozzina e a superare i tornelli per uscire dal Foro romano in un punto in cui non è prevista luscita per i disabili.La storia – una brutta storia – risale a domenica scorsa. Il Messaggero lha raccontata grazie a un filmato – visibile sul sito ilmessaggero.it – in cui si vede distintamente il personale di servizio chiudere il cancello alle spalle della turista lasciandola ai piedi della scalinata, proprio dinanzi al Carcere Mamertino. La Soprintendenza ha avviato subito uninchiesta interna.
«Stiamo lavorando per migliorare il servizio offerto a tutti i visitatori, soprattutto ai disabili: proprio per questo stiamo provvedendo a completare percorsi appositamente progettati e ben segnalati, e entro la fine di settembre installeremo un ascensore dedicato», spiega Mariarosaria Barbera, soprintendente speciale per i Beni Archeologici di Roma. E linchiesta interna?
«La signora e i suoi familiari – inizia la Barbera – al momento di uscire dallarea archeologica, erano circa le 18,15, hanno ricevuto dal personale di vigilanza, tre soli addetti di pattuglia, visto che mancano i numeri per assicurare presidi fissi ovunque, le informazioni utili per convergere verso luscita attrezzata, in Largo della Salara Vecchia, e comunque già opportunamente segnalata allinterno dellarea archeologica. Ma la signora – sostiene la sovrintendente – ha insistito per utilizzare luscita non attrezzata. Ripeto: il personale ha fornito il necessario supporto per trasportare la carrozzina oltre linferriata, allesterno dellarea archeologica».
Le immagini, in realtà, mostrano una dinamica diversa. La turista giapponese che si avvia mani e piedi senza che i familiari intervengano per farla desistere. Un custode in camicia bianca, un dipendente della Soprintendenza, le chiude il cancello alle spalle. Ma chi gestisce luscita lato Carcere Mamertino? «Non appartiene alla Soprintendenza Archeologica di Roma, è gestito da altra istituzione (lOpera romana pellegrinaggi, ndr) – chiarisce la soprintendente – E comunque i settanta gradini che la signora si è trovata davanti non sono quelli che dallesterno del tornello conducono al Campidoglio, ma si tratta di una scalinata più breve di uscita dal Foro Romano, alternativa al percorso del Clivo Argentario lungo il Foro di Cesare».
«Lindagine ancora non è conclusa. Nel caso si dovessero accertare responsabilità al riguardo questa Soprintendenza non si tirerà indietro – assicura la Barbera – Noi facciamo ogni giorno il possibile per assicurare che si possa visitare nelle migliori condizioni possibili unarea archeologica di assoluta eccellenza, che siamo onorati di gestire e che ci sforziamo di aprire al pubblico, anche nella difficile situazione di gravi e accertate carenze di personale addetto alla vigilanza di ben cinque milioni di visitatori per anno».
Restano comunque sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà che i disabili devono superare per visitare uno dei luoghi più noti al mondo. Nellarea cosiddetta «attrezzata» chi è in carrozzina non riesce a superare il dislivello senza laiuto di un accompagnatore. Sia in discesa che in salita. Aspettando lascensore.
Guarda il video (sul sito ilmessaggero.it)
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