Cerca nell'archivio


notizie> 17 agosto 2012

Roma, Via crucis della disabile giapponese ai Fori: aperta inchiesta

ROMA – Una via Crucis. Settanta gradini risaliti mani e piedi, a carponi. Protagonista una disabile giapponese costretta a scendere dalla carrozzina e a superare i tornelli per uscire dal Foro romano in un punto in cui non è prevista l’uscita per i disabili.La storia – una brutta storia – risale a domenica scorsa. Il Messaggero l’ha raccontata grazie a un filmato – visibile sul sito ilmessaggero.it – in cui si vede distintamente il personale di servizio chiudere il cancello alle spalle della turista lasciandola ai piedi della scalinata, proprio dinanzi al Carcere Mamertino. La Soprintendenza ha avviato subito un’inchiesta interna.

«Stiamo lavorando per migliorare il servizio offerto a tutti i visitatori, soprattutto ai disabili: proprio per questo stiamo provvedendo a completare percorsi appositamente progettati e ben segnalati, e entro la fine di settembre installeremo un ascensore dedicato», spiega Mariarosaria Barbera, soprintendente speciale per i Beni Archeologici di Roma. E l’inchiesta interna?

«La signora e i suoi familiari – inizia la Barbera – al momento di uscire dall’area archeologica, erano circa le 18,15, hanno ricevuto dal personale di vigilanza, tre soli addetti di pattuglia, visto che mancano i numeri per assicurare presidi fissi ovunque, le informazioni utili per convergere verso l’uscita attrezzata, in Largo della Salara Vecchia, e comunque già opportunamente segnalata all’interno dell’area archeologica. Ma la signora – sostiene la sovrintendente – ha insistito per utilizzare l’uscita non attrezzata. Ripeto: il personale ha fornito il necessario supporto per trasportare la carrozzina oltre l’inferriata, all’esterno dell’area archeologica».

Le immagini, in realtà, mostrano una dinamica diversa. La turista giapponese che si avvia mani e piedi senza che i familiari intervengano per farla desistere. Un custode in camicia bianca, un dipendente della Soprintendenza, le chiude il cancello alle spalle. Ma chi gestisce l’uscita lato Carcere Mamertino? «Non appartiene alla Soprintendenza Archeologica di Roma, è gestito da altra istituzione (l’Opera romana pellegrinaggi, ndr) – chiarisce la soprintendente – E comunque i settanta gradini che la signora si è trovata davanti non sono quelli che dall’esterno del tornello conducono al Campidoglio, ma si tratta di una scalinata più breve di uscita dal Foro Romano, alternativa al percorso del Clivo Argentario lungo il Foro di Cesare».

«L’indagine ancora non è conclusa. Nel caso si dovessero accertare responsabilità al riguardo questa Soprintendenza non si tirerà indietro – assicura la Barbera – Noi facciamo ogni giorno il possibile per assicurare che si possa visitare nelle migliori condizioni possibili un’area archeologica di assoluta eccellenza, che siamo onorati di gestire e che ci sforziamo di aprire al pubblico, anche nella difficile situazione di gravi e accertate carenze di personale addetto alla vigilanza di ben cinque milioni di visitatori per anno».

Restano comunque sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà che i disabili devono superare per visitare uno dei luoghi più noti al mondo. Nell’area cosiddetta «attrezzata» chi è in carrozzina non riesce a superare il dislivello senza l’aiuto di un accompagnatore. Sia in discesa che in salita. Aspettando l’ascensore.

Guarda il video (sul sito ilmessaggero.it)

La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.ilmessaggero.it

I commenti sono sospesi.