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notizie> 10 agosto 2012

Un nuovo Fondo per la non autosufficienza: la proposta del Pd

ROMA – Creare un nuovo Fondo per la non autosufficienza, utile a garantire autonomia e vita indipendente ai disabili gravi, ma anche un adeguato sostegno alle persone anziane non autosufficienti ed alle famiglie che quotidianamente prestano loro assistenza. E’ quanto previsto dalla proposta di legge presentata stamattina da 93 deputati del Partito Democratico. Primo firmatario, Giuseppe Fioroni. Prossimo passo, la calendarizzazione per la discussione in aula. La proposta, a partire da una riforma dell’indennità di accompagnamento, prevede un Fondo nazionale gestito dall’Inps che garantisca tre livelli di assistenza sulla base dello stato di gravità accertato da specifiche commissioni medico legali, con indennità ed assegni di cura di importi mensili che vanno dai 490 ai 1.200 euro per le situazioni più gravi. Gli assegni di cura dovranno, nelle intenzioni dei proponenti, essere utilizzati nell’ambito delle reti assistenziali territoriali regolate dalle Regioni sulla base di progetti assistenziali personalizzati definiti dal distretto socio-sanitario di appartenenza.

Proposta che allinea il nostro Paese ai più innovativi sistemi di welfare dell’Europa economicamente avanzata, dalla Germania alla Francia, ai Paesi Bassi, la proposta di legge mette in campo un più moderno sistema di tutele che da, in una fase difficile per l’economia che chiede a tutti pesanti sacrifici, un forte segnale di attenzione ai problemi ed ai bisogni quotidiani delle famiglie in un quadro di solidarietà. La proposta intende di fatto contribuire a garantire servizi e dignità a quanti vivono con una disabilità, ma anche a chi nell’ultima fase della vita non ce la fa da solo poiché non autosufficiente. Oltre il 20% degli italiani infatti conta più di 65 anni. In quasi 6 milioni hanno tagliato il traguardo dei 75, mentre in 17 mila sono ormai oltre i 100. Se il dato è un positivo segnale di benessere diffuso e di soddisfacente tutela sociale e sanitaria del cittadino e delle comunità, c’è però da considerare che inevitabilmente un crescente numero di anziani è affetto da malattie croniche o vive situazioni psicofisiche invalidanti. Ciò determina un progressivo aumento del fenomeno della non autosufficienza, che cresce dopo i 65 anni e si impenna tra i 75 e gli 85. Fonti diverse, dal Censis all’Istat, sono concordi nello stimare in oltre 2,7 milioni le persone con gravi disabilità, parzialmente o del tutto non autosufficienti, con un trend di crescita proiettato verso i 3 milioni nel 2015. Una consistente e crescente quota di esse richiede interventi sociali e sanitari continuativi.

“Con un più robusto Fondo – si legge nella proposta – anche nel nostro Paese si può attivare un sistema universalistico di assistenza che superi le rigidità dell’indennità di accompagnamento e tenga conto dei diversi gradi di dipendenza e delle diverse tipologie di intervento necessarie a fronteggiare bisogni assistenziali complessi, in un mix moderno e dinamico di prestazioni formali ed informali, nell’ambito di una sussidiarietà orizzontale e verticale prevista dal vigente ordinamento. Una gamma di prestazioni, differenziate sulla base di tre livelli di gravità e di dipendenza, e per gli anziani della situazione reddituale familiare, che potranno prevedere trasferimenti monetari, buoni servizio, assistenza domiciliare, rimborso della quota sociale per il ricovero in Rsa”. Tra le premesse alla proposta infatti, la consapevolezza che la non autosufficienza è la prima causa di impoverimento delle famiglie italiane dopo la perdita del lavoro: sono infatti quasi due milioni i nuclei familiari che si caricano di costi sempre più ingenti tra assistenza, badanti e quote di Rsa (residenza sanitarie assistite). Secondo il Rapporto Inrca (Istituto nazionale ricovero e cura anziani), le famiglie spendono annualmente lo 0,59 del Pil, più o meno quanto lo Stato per l’indennità di accompagnamento. In un quadro di spending review, poi, viene anche sottolineato che la proposta, che ha il fine di garantire una adeguata assistenza a domicilio, intende anche arginare quel fenomeno dei ricoveri impropri in ospedale che secondo importanti istituti di ricerca costa al Servizio sanitario nazionale ben 8 miliardi di euro l’anno. (eb)

La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.superabile.it

Commenti (3)

  1. Patrizia:

    Bello …bene perchè non fanno approvare la legge prima delle elezioni …. ??


  2. Gianni:

    Molto probabilmente questa proposta e’ voluta anche dalla Fornero che voleva l’ introduzione di criteri piu’ rigidi per il riconoscimento della disabilita’! .
    Qualcuno voleva salvare la sua faccia ?
    Sto notando che sono previsti anche criteri di reddito !
    Non dimentichiamo che siamo in periodo di “crisi” e di tagli!
    Poi c’e’ una strana coincidenza. in data 7 agosto e’ stata diffusa in modo massiccio la propaganda dei “falsi invalidi” ed in data 8 agosto e’ spuntata questa “sorpresa”!


  3. Gianni:

    fioroni ed il parito “democratico” non stanno approvato tutti i vergognosi decreti-legge di monti e fornero che colpiscono anche i disabili ?
    il partito “democratico” perche’ non si oppose all’applicazione dell’imu ai disabili mentre nello stesso tempo si esoneravano le fondazioni bancarie ?
    dove era l’opposizione del partito “democratico” quando si voleva considerare come reddito l’indennita’ di accompagnamento ?
    come puo’ essere credibile il partito “democratico” con le sue proposte ?
    andatevene a casa che tanto solamente le banche state rappresentando !!!
    andate a trovarvi un lavoro serio !!!