POMPEI – Comincia decisamente male la visita di un disabile o di una persona con difficoltà motorie che decide di arrivare a Pompei con le ferrovie dello stato. Altro che barriere architettoniche, alla stazione Trenitalia di Pompei c’è quasi da scalare le montagne. Gli ascensori per portatori di handicap e anziani sono ancora e sempre lì, fermi, con le porte sbarrate, inutilizzabili. Realizzati nel 2000, durante i lavori di restyling della stazione in occasione del Giubileo, per gli ascensori il tempo sembra non essere mai passato: così come furono installati più di dieci anni fa, così sono rimasti ancora oggi. Nessuno, a memoria d’uomo, ricorda di aver mai assistito ad un viaggio di quell’ascensore per portare un disabile da una parte all’altra della banchina o per alleviare il peso dei bagagli a qualche anziano. Ma il passato, in positivo o in negativo, conta sempre poco. Il vero problema resta comunque il presente: e nel 2012, nel pieno dell’estate, l’ascensore non va. Eloquente è la porta sbarrata da una tavola d’acciaio davanti all’ingresso principale del montacarichi: lì, almeno i sostegni metallici hanno trovato una loro personale ragione di vita, essendosi adattati a rastrelliere per biciclette. L’ascensore vero e proprio è mestamente bloccato esattamente a metà tra il piano terra e il piano interrato. Per chi è in carrozzina, per chi ha bagagli pesanti o le gambe stanche non c’è scelta, per andare da una parte all’altra della banchina.Bisogna andare, o farsi portare, per le scale. Anziani e portatori di handicap a Pompei se vogliono attraversare i binari devono necessariamente trovare (o essere accompagnati da) qualcuno che possa trasportarli a braccio. Tralasciando poi per un attimo le condizioni igieniche del sottopasso, spesso trasformato in water di fortuna (malgrado la presenza di bagni funzionanti nella stazione, almeno quelli) si può aggiungere che ormai quella degli ascensori per disabili è una storia vecchia.
Forse progettati male, sarà difficile vederli mai un giorno in funzione. Una situazione che si protrae ormai da tanto tempo. Forse troppo tempo, se si considera che gli ultimi lavori eseguiti nella stazione di Pompei (ristrutturazione e tinteggiatura della struttura), ad eccezione dei servizi igienici, risalgono al 2000, in occasione del Giubileo. A niente sono valsi anche gli appelli delle istituzioni a Trenitalia affinché fosse posto rimedio a questo problema. Magari riqualificando la stazione di Pompei, sicuramente una delle fermate ferroviarie campane maggiormente utilizzate da turisti e pellegrini, oltre che dagli studenti e dai lavoratori pendolari. E’ datata settembre 2009 una missiva del sindaco di Pompei Claudio D’Alessio alla direzione di Trenitalia e al Ministero dei trasporti, con la quale il primo cittadino si era fatto portavoce dei tanti disservizi che i suoi concittadini gli avevano segnalato nel corso dei mesi precedenti. Un appello quasi completamente ignorato, che si è perso nello spazio siderale della incomunicabilità tra enti. L’unico risultato ottenuto è stata la sostituzione della pensilina che crollò, in parte, nel 2008. Ma al posto di quella in muratura, che correva lungo quasi tutta la banchina, ne sono state realizzate due, che sono soltanto in corrispondenza delle scale che danno accesso al binario 2. Per il resto della banchina, il treno si aspetta sotto il sole cocente o sotto la pioggia battente. Sono tutti aspetti di un chiaro disinvestimento di Trenitalia su Pompei se si considera anche il personale insufficiente: almeno in alta stagione servirebbero due biglietterie aperte e uno sportello che fornisca solo informazioni.
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