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notizie> 07 agosto 2012

Roma, Inchiesta su bus disabili della Provincia. Rischio processo per 29 persone

ROMA – La Procura di Roma ha chiuso l’inchiesta sul servizio di bus per disabili della Provincia di Roma. Il pm Stefano Rocca Fava, coordinato dal procuratore aggiunto Nello Rossi, ha formalizzato la conclusione dell’indagine, atto che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti di 29 persone tra cui anche l’assessore provinciale alla Mobilità e Trasporti, Amalia Colaceci, e alcuni dirigenti di Palazzo Valentini. Della chiusura dell’inchiesta ha dato notizia il sito Affaritaliani.

Nei confronti degli indagati le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla turbativa d’asta. Gli accertamenti dei magistrati erano iniziati nel 2010 dopo il sequestro, avvenuto nell’aprile del 2010, di 24 pullmini per il trasporto disabili gestito dalla società Ati Schiaffini Travel Spa.

Secondo quanto accertato dai pm i minibus posti sotto sequestro non erano omologati. E ancora: gli inquirenti hanno scoperto l’assenza di mezzi nelle linee come invece previsto dai programmi. Gli stessi pullmini venivano impiegati su altre tratte (servizi di trasferimento verso Fiumicino e l’aeroporto Leonardo Da Vinci) senza la presenza di portatori di handicap. Una truffa in cui i bus venivano utilizzati per altre attività pur figurando regolarmente operativi.

«Ho appreso dalla stampa che dopo anni di indagine, e senza avere ricevuto mai nulla sino ad ora che riguardasse la mia persona, sarei indagata nel procedimento aperto per l’ex servizio disabili della Provincia di Roma. La notizia mi colpisce, ma poiché la mia storia personale parla da sola sul profondo rispetto che ho avuto ed ho per il sistema giudiziario italiano, non mi permetto di fare considerazioni di alcun genere aspettando, se necessario, di difendermi nelle sedi opportune. Quello che è certo è che eviterò ogni strumentalizzazione di questa vicenda che si trascina già da molto tempo e dunque, se si dovessero concretizzare le accuse, sono prontissima ad autosospendermi dalla carica di assessore della Giunta provinciale di Roma, ha commentato Colaceci.

«La dichiarazione dell’assessore Colaceci che intende autosospendersi nel momento in cui riceverà atti formali dalla Procura è un comportamento limpido e trasparente che le fa onore. Un atteggiamento che in Campidoglio – e rispondo alle strumentalizzazioni arrivate dal Campidoglio targato Gianni Alemanno – nessun assessore o dirigente ha mai avuto nonostante al Comune di Roma gli scandali siano ormai all’ordine del giorno. Apprezzo la decisione della Colaceci e sono certo della sua totale estraneità ai fatti contestati», afferma in una nota il capogruppo del Pd alla Provincia di Roma, Emiliano Minnucci.

«Se fosse confermata, la notizia del rinvio a giudizio per l’assessore Colaceci ed altri membri dell’Amministrazione provinciale getterebbe sicuramente un’ombra lunga su Nicola Zingaretti e sul modo in cui ha governato la sua Giunta. Oltretutto si tratterebbe del secondo episodio controverso in poco tempo dopo il folle acquisto della nuova sede. Ci chiediamo quindi come Zingaretti e tutti gli altri puristi della sinistra, sempre pronti a salire in cattedra con la matita rossa, possano pensare di rappresentare una candidatura credibile per la città di Roma». Lo dichiara, in una nota, Gianni Sammarco Deputato e Coordinatore del Pdl. «Chiediamo che il presidente Zingaretti chiarisca subito la vicenda che vedrebbe coinvolta la provincia di Roma nella persona dell’assessore ai Trasporti». È quanto dichiara, in una nota, Barbara Saltamartini, vice capogruppo Pdl alla Camera.

La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.ilmessaggero.it

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