ROMA – Una “barzelletta tutta italiana”: è la legge sul prepensionamento dei familiari di disabili gravissimi, che dopo 18 anni ancora non va in porto. A definirla così è il Comitato delle famiglie disabili gravi e gravissimi, che ha appena inviato una lettera ai componenti della Commissione Bilancio del Senato. “Anche in questa settimana dal 23 al 27 Luglio 2012, l’AS 2206 non è in calendario in Commissione – scrivono – Del resto questa barzelletta tutta italiana può ancora aspettare. 18 anni non sono bastati al nostro Parlamento per emanare una legge a detta di tutti, istituzioni e società civile, un “atto dovuto”. Parliamo della norma che permetterebbe a chi assiste disabili gravissimi in ambito familiare – 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno – di ottenere il prepensionamento”. A firmare la lettera è Maria Simona Bellini, presidente del Coordinamento, che per questa causa si batte da anni.
“Siamo stanchi di elencare le nostre incombenze – scrivono ancora le famiglie – le conoscete bene, ve le abbiamo raccontate in tutti i modi e vi abbiamo invitato a viverle direttamente trascorrendo qualche ora con noi. Non è accaduto nulla mentre l’attesa continua… Nel frattempo, è stata introdotta una riforma previdenziale che ci ha tolto anche le ultime speranze e che ha fatto piombare ancor più nello sconforto le nostre famiglie. Nessuna attenzione, nessuna eccezione nella riforma Fornero, quell’attenzione dedicata invece ad altre categorie che sono in grado di fare più rumore e che ha alimentato – volutamente? – uno scontro fratricida tra fasce di popolazione tra le più fragili . C’è stata attenzione per i lavori usuranti, per gli insegnanti, per chi si dedica al volontariato ma per noi, che queste mansioni le svolgiamo tutte insieme e senza retribuzione … no! E viene da sorridere amaramente se si pensa che per anni molte associazioni hanno osteggiato questo provvedimento chiedendo, invece e a gran voce, più servizi, quei servizi che a volte non ci sono mai stati e che ora vengono tagliati senza remore “perché i sacrifici li devono fare tutti”. E chi non ha più nulla da sacrificare?”
“Il Ministro Fornero – si legge ancora nella lettera – invita ad una maggiore produttività ma noi non possiamo dare di più di 24 ore! E voi Senatori, non vi rimorde nemmeno un po’ la coscienza al pensiero che questo provvedimento era giunto dalla Camera e votato positivamente all’unanimità da più di due anni? Se aveste fatto veramente il vostro lavoro, onestamente, credendoci oltre le parole e le dichiarazioni solidali, senza fermarvi davanti ai continui stop di chi non ha alcuna intenzione di finanziare questa legge, appellandovi alla volontà parlamentare ormai sempre più svilita, noi non ci ritroveremmo con una vita lavorativa ancora più lunga anche di 6 anni! E sapete qual è la vera beffa? Se anche questa legge uscisse domani – ed è una legge che fa pensare alla montagna che partorisce il topolino – noi ci ritroveremmo comunque peggio di un anno fa, quando anche senza alcuna norma specifica sul prepensionamento di chi lavora 24 ore al giorno, non staremmo messi male come oggi!”
Le famiglie sono consapevoli “di non mettere paura a nessuno, sappiamo di essere poche migliaia di persone (nonostante si voglia far credere che siamo un esercito, proprio per non finanziare il provvedimento!), talmente appesantite da non poter dedicare troppe risorse a null’altro che al proprio incessante impegno, ma siamo cittadini come gli altri… anche se abbiamo imparato a vigilare più degli altri. E vi giudichiamo pesantemente come solo le persone allo stremo sanno fare. Come giudichiamo le vostre priorità, quelle vi hanno permesso di distribuire a pioggia, con il Decreto Legge 215 del 29 dicembre 2011, 1.402.405.458 euro alle missioni internazionali: in Afghanistan, Libano, Bosnia-Erzegovina, Area Mediterranea, Hebron, Rafah, Darfur, Cipro, Albania, Bahrain, Qatar, Tampa, Emirati Arabi Uniti, Somalia, Libia, Kosovo, Palestina, Iraq, Africa sub-sahariana, Yemen, Myanmar e Kurdistan, volte – tra l’altro – a migliorare le condizioni di vita dei residenti. In quel momento non vi è balenato nemmeno per un istante il dubbio che anche qualche italiano possa aver bisogno che vengano migliorate le sue condizioni di vita?”
Ai senatori, quindi, il comitato delle famiglie augura “un’esperienza come la nostra. E’ matematico, anzi statistico, a qualcuno di voi accadrà e forse quel giorno, guardando un vostro figlio o nipote disperato perché ha bisogno di dormire mentre invece deve lavorare, forse capirete… forse… Siamo pochi ma siamo determinati, siamo i disperati di questo paese, e la disperazione porta a gesti estremi. E vi auguriamo di vero cuore – conclude il comitato – oltre un’esperienza di vita forte e meravigliosa come la nostra, che riusciate ad alzare la testa per riconquistare la dignità della verità’. Noi l’abbiamo fatto e non torneremo indietro”.
La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.superabile.it

Letizia Cianetti:
Sono una diversamente abile 60enne e questo problema non mi interessa direttamente ma conosco tanti genitori ed anche mamme single che è una vita che si sbattono tra lavoro e figlio/a disabile,francamente non so come ce la facciano,capisco che il momento è complesso che economicamente stiamo andando malissimo,in fondo cosa chiedono questi CITTADINI di andare in prepensionamento,ma non per fare crociere solo per stare vicino ad un FIGLIO bisognoso di cure di cui non si sa la durata di vita.E’ una legge che la CAMERA ha già approvato e voi onorevoli del SENATO? Non è pietismo che chiedono ma GIUSTIZIA davanti ad una grave ingiustizia avuta dalla vita:un figlio disabile!Ed anche voi SENATORI A VITA,on.MONTALCINI,on.CIAMPI ecc…ed anche lei on.proff.MONTI nella sua doppia veste istituzionale mettetevi una mano sul cuore ed una sulla penna per firmare questa legge.
GRAZIE una disabile solidale Letizia Cianetti
Rita Luisa:
Ma quando vogliamo dire le cose come stanno …questa è una legge ad personam non riguarda tutti i famigliari che hanno disabili gravi e gravissimi a casa …. ma solo quelli che assistono dei figli da un certo numero di anni , non si può prendere in giro la gente così ,si tratta appena di 3000 persone …..
E poi ,ma ci rendiamo conto ?Chi impesce, una volta ottenuto il prepensionamento ,a questi genitori di sbattere i figli in una casa famiglia ed andarsene a svecchiare alle canarie ,NESSUNO !!!!!!!
Il parlamento non deve assolutamente cedere…che chiedano la qualifica di care giver familiare …si licenziano e prendono lo stipendio per assistere i loro cari ,così si sta producendo una legge altamente discriminatoria verso gli altri che magari assistono un fratello ,una sorella ,o un padre disabile da decenni ..queste persone non si ritroveranno nessun prepensionamento !
Sono indignata !
Paolo B:
La qualifica di care giver familiare? Rita Luisa: ma lei vive in Italia o in un altro paese?
E’ evidente che non conosce assolutamente il problema e offende anche i genitori dei disabili. Le faccio presente che molte di queste persone se si licenziano non prendono proprio nessuno stipendio
Rita Luisa:
Volevo dire che è opportuno battersi per averte il riconoscimento anche in Italia della figura del familiare care giver …si sono battuti 17 anni per una iniziativa che va a vantaggio di pochissimi, e poi ripeto ,chi ci garantisce che poi non collocano i loro cari (parliamo solo di figli ) in qualche istituto ??
claudio migliore:
Cara Luisa, come al solito mi trovo a leggere queste cose…. ”care giver”… ci riempiamo la bocca tutti.. di questi paroloni.. ma sappiamo cosa vuol dire..fermati un attimo e rifletti.. non stai parlando di quei fannulloni che sono andati in pensione con nemmeno 15 anni di servizio…con leggi fatte da loro amici disonesti … che possono andare a loro volta in pensione dopo 5 anni di legislatura con liquidazioni e pensioni che io sicuramente.. spero non sia il tuo caso,,, non prenderemo mai…non e’ per annoiarti… ho quasi trenta anni di servizio… una figlia di 21 disabile gravissima…il comune e l’asl che fanno a gara a chi non mi deve dare assistenza…in questo momento sono alle prese con l’ennesima crisi respiratoria di mia figlia…conviviamo con questo problema… e continuiamo a leggere …”sono indignata”… di che cosa…venite a vedere con i vs occhi..mi devo licenziare e prendere lo stipendio per assistere mia figlia… dove hai visto questo film… questa mattina il direttore del mio ufficio mi ha telefonato dicendomi che dovevo rientrare il primo agosto e che non potevo prendermi i 3 giorni di 104 perche’ lui non ha personale…pensa.. tu… svernare alle canarie… fammi sapere dove vedi i tuoi film… vado a controllare la bombola d’ossigeno.. scusa lo sfogo
Paolo B:
Claudio purtroppo ci sono persone anche nel mondo della disabilità e delle associazioni che ignorano il dramma che vivono quotidianamente i disabili gravi e i loro familiari e sentenziano (offendono) come se fossero i depositari della verità.
Per quei “pochissimi”, scrive Rita Luisa, non vale la pena battersi. Penso che è difficile dialogare con persone che hanno tanta sensibilità.
Rita Luisa:
Claudio …paolo… vale la pena battersi per tutti !!!!!!!! Non ci sono solo i figli disabili gravissimi ci sono anche i figli disabili gravi ,fratelli ,padri e madri … occorre una rivoluzione che ponga al centro la famiglia con tutti gli strumenti possibili …il più insulso ed inutile nonchè fuorviante è il prepensionamento !!
Occorre dare al disabile e alla famiglia strumenti efficaci e flessibili … ma il prepensionamnto ,purtroppo ,non esclude l’abbandono del disabile …lo capite si o no ??
Voi sarete anche corretti e di buona volontà ..ma gli altri ??? Con il potenziamento dell’assistenza a domicilio tutti ricevono sostegno e aiuto …. chi non vuole estranei allora deve essere aiutato con contributi e servizi ..così ,se vuole ,lascia prematuramente il lavoro ma con il fine specifico di assistere i propri cari ….
Il prepensionamento non è garanzia di continuità assistenziale per il disabile – io posso anche credere alla buona fede e volontà di Carlo e Paolo …ma la legge è neutra …conferisce diritti e obblighi ….
rosa:
la norma non può riguardare solo i genitori di figli disabili, ma tutti quelli che si trovano nelle stesse condizioni.
Paolo B:
Rita Luisa… sono d’accordo su tutto quello che scrivi ma in attesa di una rivoluzione è urgente ALMENO applicare una vera legge sul prepensionamento.
Poi sui tuoi timori degli abbandoni dei disabili ti dico che anche gli assegni di cura o i contributi per la vita indipendente possono essere un rischio. Guarda cosa sta accadendo nelle regioni dove hanno deciso di tagliare i fondi: un disabile che ha assunto uno o più assistenti si trova all’improvviso con il rischio di perdere l’assistenza. Che garanzie abbiamo se ormai ci possono tagliare contributi e pensioni quando e come vogliono??
E’ un periodo terribile ma bisogna restare uniti
Dina Mura:
Sono genitore di due figli disabili gravi e speravo nella legge del prepensionamento come ha scritto il comitato nella lettera ai ns politici ci sono i soldi per le missioni e gli armamenti ma non ce ne sono x mandare in pensione chi come me assiste i propri figli da oltre trent anni e grazie alla riforma fornero devro’ lavorare ancora a lungo. E’ una vergogna del ns paese
Giancarlo F.:
Rita, secondo te chi assiste un figlio gravemente disabile che và assistito e lo assiste da 20/30 anni, ha il coraggio di abbandonare il figlio e andarsene a divertire??????? Ma hai mai guardato negli occhi questi genitori????? vedi solo sofferenza non voglia di andare a divertirsi, questi genitori se vogliono depositare i figli in qualche casa di riposo possono farlo anche adesso e vivere la loro vita, come penso fai tu. Sono indignato dei tui discorsi e dei tuoi ragionamenti, mi vergognerei prima di dire ciò.
vito:
Vito, Sono anche io un genitore di 54 anni con un figlio disabile è con 35 anni di contributi ed espulso dal mondo del lavoro.Io penso che ai nostri parlamentari non interessa molto dei nostri problemi,per poter ottenere qualcosa dovremmo marciare ed organizzare dei pulmann verso la capitale da tutta Italia,costi quel che costi e chiarire le loro intenzioni.Io oltre a non andare a votare penso che questo governo non sa risolvere nemmeno i problemi che ci sono nel paese figuriamoci quelli nostri.Loro pensono a prendere il vitalizio di parlamentari altro che a noi.