ROMA – Classe 1973, una laurea in Ingegneria informatica e una volontà di ferro. Lui si chiama Valerio Maffey e combatte con un handicap incurabile, tetraparesi, condannato a vivere con un ventilatore polmonare che lo accompagna da quando 18 anni fa ha avuto un incidente che lo ha lasciato paralizzato. Può muovere le labbra e per questo riesce a parlare, non può muovere la mano ma solo la parte terminale del dito indice e per questo riesce a scrivere sulla tastiera del computer.
Ma al destino ha risposto con la grinta e il coraggio. Perché Valerio non si è mai arreso e dopo una lunga esperienza come perito informatico e programmatore web, nell’ottobre del 2011 è riuscito a coronare il suo sogno: quello di prendere la laurea in Ingegneria informatica. “Se posso essere d’esempio o d’aiuto per altri che volessero iniziare un percorso formativo – dice – ne sarei contento”.
Così Valerio solo ha raggiunto il suo obiettivo, discutendo una tesi sui “Proxy per la visualizzazione agevolata di pagine Web per diversamente abili”, ma ora viene premiato con una borsa di studio finanziata dalla Emc italia spa e consegnata dall’Università la Sapienza di Roma. Lunedì prossimo arriverà alle 10 nell’aula Gini dell’edificio di Statistica di piazzale Aldo Moro, arriverà con tutto il suo pesante bagaglio per la consegna del riconoscimento da parte dei membri del consiglio di Facoltà e del presidente di Emc Italia, Michele Liberato.
Insieme a Valerio Maffey saranno altri tre gli studenti premiati dalle borse di studio, tutti laureati triennali iscritti al primo anno della laurea magistrale dell’anno 2011-2012. I riconoscimenti sono rispettivamente una borsa per la laurea magistrale in Ingegneria informatica, una per la laurea magistrale in Ingegneria della comunicazioni e due per la laurea magistrale delle aree di Ingegneria della facoltà 13S, riservate a studentesse.
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