SALERNO – Le famiglie delle persone con disabilità dei comuni di Acerno, Baronissi, Bellizzi, Bracigliano, Calvanico, Castiglione del Genovesi, Fisciano, Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle Piana, Mercato San Severino, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella, Olevano sul Tusciano, Pontecagnano Faiano, San Cipriano Picetino, San Mango Piemonte, Siano, riuniti nel Piano di Zona Ambito S2, dall’1 giugno vivono una situazione di grande e grave disagio: le Amministrazioni comunali, infatti, hanno sospeso il servizio trasporto a favore delle persone con disabilità a tempo indeterminato.
“E’ davvero vergognoso ciò che sta accadendo – dichiara Salvatore Parisi, Presidente dell’Anffas-Onlus di Salerno, che da tempo sta richiamando gli Enti locali sulla vicenda – e non soltanto per la drasticità e la scelleratezza di scelte simili, ma anche per la desolante assenza di interlocuzione istituzionale. L’unica frettolosa risposta fin qui ricevuta dall’Associazione, che rappresenta oltre 200 famiglie di disabili sul territorio, è stata la seguente: “Il servizio riprenderà non appena recupereremo dalla riscossione del’IMU le risorse per la compartecipazione”.
Intanto l’Anffas-Onlus di Salerno denuncia pubblicamente anche il Piano S3 (Costa d’Amalfi) che, a causa di una palese ingiustizia ed errata applicazione del regolamento regionale sulla compartecipazione, da domani costringerà una ragazza di 23 anni, affetta da sindrome di Williams, a non poter usufruire dell’assistenza socio assistenziale. “Il motivo – spiega Parisi – è di natura economica. Al papà della giovane disabile, vedovo e dipendente statale, il Comune di Vietri sul Mare ha chiesto 20 euro di compartecipazione al giorno per il servizio trasporto! Ciò è assurdo e ingiusto, innanzitutto perché c’è una palese incongruenza tra il regolamento alla compartecipazione applicato dal Piano S3 e quello regionale, dal momento che quest’ultimo per il calcolo prevede la considerazione sia dell’ISEE familiare che quello del singolo assistito. Il PZ S3, invece, tiene conto soltanto dell’ISEE familiare”.
“L’Anffas di Salerno – continua Parisi – non soltanto farà sì che la giovane assistita continui a frequentare la struttura riabilitativa, ma denuncerà il Piano di Zona S3 per le evidenti incongruenze”.
Infine, Parisi, sottolinea l’altra grande empasse prodotta dal Decreto 50, meglio noto come “Decreto 77”, quello della doppia fatturazione.
“Non sono ancora chiari i termini dei destinatari cui fatturare le prestazioni. Ciò significa – afferma in conclusione Parisi – che in mancanza di fatturazione e dunque di risorse disponibili, a breve, i Centri di riabilitazione accreditati non saranno in grado di dare certezze ai dipendenti, agli operatori e fornitori circa l’erogazione degli stipendi. Col perdurare di una simile situazione, potrebbero – ahimè – essere messi a repentaglio i livelli occupazionali e la continuità dell’assistenza”.
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