RAVARINO (MO) – A Stuffione di Ravarino si registra una situazione particolarmente delicata e particolare. Il terremoto ha infatti colpito gli edifici del Centro di Terapia Integrata per l’Infanzia “La Lucciola”, una struttura di riabilitazione che accoglie bambini tra i 3 e i 18 anni con disabilità fisiche, mentali e multiple. L’istituto, che ospita ragazzi affetti da paralisi celebrali infantili, sindrome di Down, autismo e altri sintomi neurologici e genetici, è stato gravemente danneggiato dalla scossa di martedì mattina, e per ora risulta inagibile. Gli operatori del centro hanno così dovuto trasferire le attività all’aperto, nel grande giardino che circonda la villa, facendo fronte a grandi disagi.
«Questa villa era ideale per le nostre attività, l’avevamo arredata e curata con sacrifici e amore infinito – spiega Emma la Macchia, una delle operatrici del centro – Stamattina mi sono svegliata col pianto negli occhi; tutto il lavoro che abbiamo fatto in venticinque anni di attività appare sospeso alle precarie condizioni della struttura». Per ora i bambini sono stati sistemati nel parco intorno alla villa grazie ad alcune tende prestate da amici, dopo che la Protezione Civile aveva negato la concessione di una struttura. «Non potevamo recarci nelle tendopoli, non sarebbe stata una situazione gestibile con i bambini. Sono molto spaventati, vanno sostenuti e incoraggiato, e devono mantenere il più possibile una situazione normale. È assolutamente necessario evitare che i nostri ospiti possano avere crolli mentali dovuti alla situazione, che è davvero pesante».
Ora il centro si è attivato per tentare timidamente di ripartire: «Avremmo bisogno di un’impresa che venga a puntellare la struttura per evitare un crollo, e di un container per mettere in sicurezza alcuni materiali. Per le necessità quotidiane siamo invece autonomi, cibo e servizi igienici per ora non mancano». I bambini del centro saranno per ora ospitati a pranzo nel ristorante “La Lanterna di Miogene”, che fa parte sempre del centro ed è a Solara.
Marcello Radighieri
Fonte: la Gazzetta di Modena – 31 maggio 2012
