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notizie> 12 aprile 2012

INPS, Sospesa da 18 mesi pensione a invalido 100%

ROMA – “Paradossale situazione per un paziente oncologico che da sei anni combatte contro la malattia. Nel corso di dodici mesi ha subito tre accertamenti dalla Commissione ASL integrata con il medico INPS che gli hanno confermato l’invalidità al 100%, di cui godeva precedentemente, e riconosciuto l’indennità di accompagnamento, ma dopo 18 mesi ancora non ha ricevuto un euro”. Lo rende noto Maria Grazia Caligaris, presidente di “Socialismo diritti Riforme”, l’associazione a cui si è rivolto il cittadino F. F., 67 anni, raccontando la sua incredibile esperienza.

“L’uomo, che ha scoperto la malattia due mesi dopo il collocamento in pensione ha iniziato immediatamente – sottolinea Caligaris – le sedute di chemioterapia e le altre cure sottoponendosi anche a un trapianto autologo di midollo. Ogni fase della malattia è stata documentata con i resoconti dei ricoveri ospedalieri e dalle relazioni degli specialisti di ematologia. Purtroppo dopo una pausa di due anni, nel 2010, in seguito a una recidiva, il paziente ha presentato all’INPS domanda di aggravamento. Da quel momento in poi l’Istituto è andato in tilt”.

“La Commissione infatti gli ha riconosciuto, con verbale provvisorio, l’invalidità totale e l’indennità di accompagnamento. Nel corso di una successiva verifica però l’INPS ha richiesto nuovamente la documentazione e ha riconvocato il cittadino per una visita di controllo. L’uomo ancora una volta si è visto confermare sia l’invalidità del 100% sia l’accompagnamento ma – evidenzia la presidente di SDR – non ha ottenuto nulla”.

“Allo scadere dell’anno la commissione dell’ASL ha fissato una nuova visita di controllo e confermato ulteriormente invalidità totale e accompagnamento ma quei diritti sanciti con tre successivi accertamenti sono rimasti sulla carta. Fino ad oggi, dopo 18 mesi, F. F. non ha ricevuto alcunché. Non si comprende quindi – conclude Caligaris – che cosa impedisca all’Istituto di Previdenza di erogare quanto dovuto e perché in questi casi non esista un’autorità a cui rivolgersi per imporre all’INPS il rispetto delle leggi”.

La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.agenparl.it

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