ROMA – Ragazzi disabili a scuola sì, ma solo se paga la famiglia o se l’orario è ridotto rispetto ai loro compagni. Negli istituti romani non scarseggiano solo i docenti di sostegno, ma anche gli assistenti di base che aiutano gli alunni a mangiare, vestirsi, andare in bagno. Succede, ad esempio, all’Isa Roma 2 dove 75 studenti, il 20 per cento, sono disabili. I docenti di sostegno sono 21, ma le ore di servizio non coprono tutta la giornata scolastica e i ragazzi non possono nemmeno fare affidamento sull’assistenza specialistica. Elena Improta, mamma di un liceale, racconta: “La scuola da sempre cerca di accogliere tutti, ma non ha i fondi necessari”.
“La Provincia, che attende fondi regionali, ha finanziato quest’anno l’assistenza per 35 alunni e la scuola ha diviso quei soldi tra tutti i ragazzi. Così 60 disabili ancora in età di obbligo scolastico potranno frequentare le lezioni ma con un orario ridotto. Gli altri 15, invece, che per le liste d’attesa infinite nei centri diurni possono essere riscritti per legge al liceo, potranno andare a scuola solo 2 volte a settimana. A meno che le famiglie non si autotassino per pagare l’assistenza”. Spesa che si aggira sui 700 euro al mese.
Per questo si è costituito un Comitato che comprende, oltre all’Isa Roma 2, altre 11 scuole tra cui il Vespucci, l’Aleramo, il De Chirico e il Ripetta. “Faremo ricorso al ministero contro i tagli al sostegno e chiederemo l’integrazione dei fondi per l’assistenza già scesi di 136mila euro rispetto allo scorso anno a fronte di un aumento dei disabili iscritti”.
VIOLA GIANNOLI
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