notizie> 24 maggio 2011

La Spezia, disabile prigioniero in casa: parte l’Sos su Facebook

LA SPEZIA – Sbarca in Parlamento con l’interrogazione del deputato Sandro Biasotti la storia di Michele Pieretti, il giovane 29enne di Fabiano Alto affetto da tetraparesi spastica cui le barriere architettoniche impediscono di uscire di casa. Un fatto per il quale da anni il genitori del giovane, Carlo e Gabriella, stanno cercando di sensibilizzare le istituzioni, aiutati dall’avvocato Cesare Bruzzi Alieti e dal consigliere comunale Luigi De Luca. Una battaglia raccontata a più riprese in passato dalle colonne de La Nazione.

«La situazione che tocca questo ragazzo è veramente spiacevole – sottolinea l’onorevole Biasotti – per questo chiederò al Parlamento di esprimersi sulla vicenda: ho depositato un’interrogazione per chiedere ai Ministri di cercare di dare una ‘scossa’ al Comune della Spezia in modo che venga trovata una soluzione concreta che permetta a Michele di superare gli ostacoli architettonici che è costretto ad affrontare quotidianamente. Questo è un caso emblematico che rappresenta quello che vorremmo non succedesse più».

UNA QUESTIONE che da tempo ha sensibilizzato anche il web: sul social network Facebook sono oltre 1700 le persone che hanno aderito in poche settimane al gruppo «Abbattiamo le barriere architettoniche per Michele Pieretti» solidarizzando col dramma della famiglia che vede il figlio Michele recluso in casa senza la possibilità di uscire. «E’ la storia di sempre – scrive il padre – barriere architettoniche insormontabili, Michele esce soltanto se ci sono due volontari di robusta costituzione che lo portano di peso fino alla strada. E tuttavia potrebbe farlo da solo con ben maggiore libertà, se, accanto a quei dannati scalini fossero stati creati degli opportuni scivoli , in cui la carrozzina possa passare senza difficoltà. Il Comune però sull’argomento ha sempre innalzato un muro di gomma». Recentemente sulla questione è stato presentato anche un esposto alla Procura della Repubblica.

I COMMENTI su Facebook sono quasi tutti a favore dell’abbattimento delle barriere. Non manca qualche intervento che stigmatizza la mancata scelta della famiglia per il cambio di residenza. Una circostanza quest’ultima a cui i genitori hanno sempre detto no per attaccamento alle radici familiari

M.M.
La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.lanazione.it

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