REGGIO EMILIA - A Reggio lo sport e’ davvero “per tutti”. Grazie ad un progetto promosso dal Cip (comitato paralimpico) insieme a Coni, Ausl, ufficio scolastico provinciale e 24 scuole aderenti, e cofinanziato dalla Fondazione Manodori, oltre 2mila studenti disabili delle scuole di ogni grado potranno svolgere attivita’ motoria nelle ore di educazione fisica e, in seguito, praticare una disciplina sportiva tra 15 disponibili.
Il progetto, di carattere non solo agonistico ma anche pedagogico e sociale, si ripropone per il terzo anno consecutivo. Iniziato con l’apertura dell’anno scolastico 2010/2011, terminera’ il 31 maggio prossimo. Sono inoltre 52 i tecnici di federazioni e societa’ paralimpiche impegnati nelle “lezioni” di 15 discipline sportive a studenti diversamente abili che prima di iniziare l’attivita’ hanno partecipato ad un incontro nella sede della Ausl-Medicina dello Sport, dove un’equipe composta da un medico dello sport, uno psicologo infantile, un fisiatra e un dietista, hanno proposto le discipline fisiche e sportive piu’ adatte. Le piu’ gettonate risultano al momento il nuoto, l’equitazione e la danza.
L’iniziativa si inserisce nel contesto scolastico reggiano in cui le percentuali di alunni disabili nella scuola elementare (3%), media (3,5%) e superiore (2,8%) sono tra le piu’ elevate in regione. Secondo i dati dell’ultimo annuario scolastico, gli studenti con disabilita’ sono il 2,6% del totale (2 mila su 78 mila complessivi), di cui il 19,7% e’ straniero.
Soddisfatto Gianni Borghi, presidente della Fondazione Manodori che coprira’ parte dei 60mila euro di costi del progetto, che insieme alla vicepresidente Cristina Carbognani commenta: “Abbiamo sostenuto con piacere una iniziativa nobile il cui obiettivo e’ migliorare la qualita’ della vita, attraverso l’inserimento nelle attivita’ sportive, di molti nostri amici meno fortunati”. Bene anche per il presidente del Cip, Vincenzo Tota, per cui “noi poniamo prima la persona al centro e poi parliamo di sport. Con questo progetto abbiamo anticipato il provvedimento del Governo che ha sottratto i fondi alle attivita’ paralimpiche, e a causa del quale alcuni gruppi che si erano qualificati alle finali dei Giochi della Gioventu’ non hanno potuto prendervi parte”.
D’accordo l’ispettore regionale dell’ufficio scolastico provinciale Luciano Rondanini, mentre per Ivano Prandi, vicepresidente del Coni, “cosi’ si contribuisce a fare un salto culturale”. Per Fabiana Bruschi, medico dello sport dell’Ausl di Reggio, si misura “il grado di civilta’ di una comunita’ e si va nella direzione del superamento del concetto di disabilita’”. Infine per il preside dell’Istituto Motti, Paolo Baroni, “si favorisce sempre piu’ anche l’integrazione”.
I risultati dell’attivita’ saranno studiati dall’Unita’ di Riabilitazione delle Gravi Disabilita’ Infantili e dell’Eta’ Evolutiva di Reggio Emilia, diretta dal professor Adriano Ferrari, nell’ambito di una ricerca. (fonte dire)
La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.ilrestodelcarlino.it
