ROMA – L’intervento in Aula del finiano Italo Bocchino su quanto sta accadendo in queste ore alla Camera viene applaudito da tutti i deputati delle opposizioni. Anche dall’assistente della parlamentare Ileana Argentin visto che l’esponente Democratica non può usare le sue mani perché disabile. Così il deputato del Pdl Osvaldo Napoli si alza dal suo banco e corre verso la parte sinistra dell’emiciclo, dove siede abitualmente l’Argentin, per ammonire con tanto di indice alzato il suo assistente.
“Tu – avrebbe detto il berlusconiano rivolgendosi al giovane Francesco – non ti devi permettere di battere le mani hai capito?”. Dal Pd si alza un coro di proteste contro Napoli che intanto torna al suo posto. Ma durante la bagarre, dai banchi della Lega, racconta la diretta interessata, proprio quando lei sta per prendere la parola e spiegare al presidente della Camera l’accaduto, parte il grido “Falla stare zitta quell’handicappata del cazzo!“. A chi le stava accanto è sembrato che l’insulto fosse arrivato da Massimo Polledri, tanto che Fini invita il parlamentare del Carroccio a scusarsi con la collega del Pd. Lui smentisce e dice di aver detto solo “Ha ragione!” riferendosi a Osvaldo Napoli. E questa è anche la frase che risulta dai verbali dell’Assemblea. Numerosi testimoni oculari del Pd però confermano l’insulto. L’Argentin comunque va avanti e spiega che per colpa della sua malattia deve per forza usare le mani di qualcun altro per applaudire. “Se io desidero applaudire qualcuno dell’opposizione – spiega nel suo intervento – lo faccio quando voglio e lo faccio con le mani di chiunque”, afferma.
Tutti i parlamentari del centrosinistra le tributano un lungo e caloroso applauso. Anche Polledri però prende la parola: “Signor presidente – dichiara – non avevo capito il termine della discussione, per cui mi scuso con la collega che ha sicuramente ragione. Spero di aver riparato ad un iniziale torto fatto verbalmente”. “E’ Osvaldo Napoli che deve chiedere scusa”, incalza Roberto Giachetti (Pd). E infatti anche Napoli porge le sue scuse all’Argentin, prontamente rifiutate. “Prima mi ha fatto arrivare un bigliettino – racconta la parlamentare – che io non ho neanche aperto. Poi è arrivato lui di persona a chiedere scusa. Invece da Polledri neanche una parola…”.
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