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notizie> 23 marzo 2011

Parma, Comune non trova 90 mila euro per rendere accessibile la stazione

Manca un ascensore. Chi è costretto a muoversi su una carrozzina deve avvertire del viaggio almeno 24 prima della partenza. Se dovesse presentarsi in stazione per un’emergenza non avrebbe la possibilità di prendere il treno.

Per i disabili a Parma prendere il treno è un lusso. Nella città che si è fatta più volte promotrice dell’accessibilità, diventando città capofila nella stesura del “Libro bianco su accessibilità e mobilità urbana” distribuito in ogni comune italiano e dichiarando guerra alle barriere architettoniche sia negli edifici pubblici sia in quelli privati, la stazione dei treni è senza un ascensore per raggiungere i binari in piena autonomia. Un servizio che a parole tutti vogliono. Ma da circa due anni nessuno lo realizza, dando vita a un valzer di accuse tra Comune, la sua partecipata Stu Stazione e Ferrovie italiane. Partecipate che hanno creato una voragine di 500 milioni di euro nelle casse comunali. Ma poche migliaia di euro per un ascensore non si trovano.

Nella temporary station, la stazione temporanea allestita nell’attesa che si concludano i lavori della nuova struttura che richiederanno almeno altri due anni, ci sono due scalinate da 60 gradini ciascuna e nemmeno un ascensore. Per i disabili o per chi soffre di problemi di mobilità è impossibile raggiungere i binari in maniera autonoma. L’unica possibilità è quella di prenotare 24 ore prima il servizio di servoscala a Ferrovie italiane, che attraverso una cooperativa bolognese invia un tecnico ad attivare il servizio a Parma, ovviamente negli orari di ufficio.

Un lungo giro di telefonate che non permette ai disabili di poter improvvisare un viaggio in treno per qualche emergenza, magari notturna, o semplicemente di poter partire in piena autonomia quando più gli pare e piace. Sperando che a nessun disabile italiano leggendo il famoso Libro bianco sull’accessibilità venga la voglia di fare una gita fuori porta a Parma: resterebbe bloccato sui binari, con la colpa di non aver preavvisato qualcuno del suo arrivo. Senza contare tutte le donne incinta, gli anziani con problemi motori, i cittadini con valigie pesanti che sarebbero comunque aiutati a salire e scendere dalle scale.

La mancanza di un ascensore nella stazione dei treni non è passata inosservata alle numerose associazioni di disabili presenti in città, che più volte hanno sollevato il problema con lettere, proteste, articoli sulla stampa locale. Peccato, però, che nessuno sappia dare loro una risposta, dando vita a uno scaricabarile che non porta a una fine. Un gioco di scatole cinesi, che è andato in cortocircuito.

Il Comune di Parma scarica la responsabilità a Stu stazione, sua partecipata, che sta seguendo i lavori di riqualificazione in stazione. Il presidente della società, Costantino Monteverdi, di nomina comunale, rifiuta di seguire la direzione data dal Comune e scarica invece il barile a Stt holding, altra partecipata interamente del Comune di Parma per la trasformazione urbana, dicendo che lui è un semplice esecutore e fino a quando non riceverà ordini scritti da questa holding che coordina le varie Stu non potrà procedere alla realizzazione di opere. [...]

La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.ilfattoquotidiano.it

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