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notizie> 16 gennaio 2011

Villafranca, Genitori di disabili iniziano la rivolta

VILLAFRANCA (VR) – Picchetto a oltranza a partire da mercoledì. Il comitato di genitori del ceod Il girasole di Villafranca, in attesa che le telecamere di Striscia la notizia puntino l’attenzione sul centro, iniziano la loro protesta in strada. Ogni mercoledì, a partire dal prossimo, dalle 10 alle 12, piantoneranno l’entrata del municipio cittadino per far valere i diritti dei loro figli, disabili gravi; ma intendono anche attirare l’attenzione dei cittadini su una questione che riguarda tutti: il denaro speso per realizzare la struttura di via Spallanzani, nel lontano 2006, è pubblico. Sul centro per disabili gravi sono stati investititi un milione e 150mila euro, metà erogati dalla Regione e metà dai nove Comuni del distretto 3 dell’Ulss22. Inaugurato nel 2007, entro un anno doveva essere aperto anche il servizio residenziale, che consente agli ospiti più gravi con genitori anziani di risiedere giorno e notte al centro, con un’adeguata assistenza sanitaria. Ma sono passati tre anni e l’ala predisposta a residenziale è chiusa. Non solo: sono stati spesi altri 370mila euro, 300mila della Regione e 70mila del Comune di Villafranca, per ristrutturarla in seguito ai danni da infiltrazioni d’acqua e da incuria.
I genitori ora attendono che l’Ulss22 apra il bando per assegnare la gestione del centro a una cooperativa. Il problema è sorto quando la Casa del sole di Mantova, alla fine del 2009, ha deciso di non gestire più il centro, dando un preavviso di due anni. Il compito di assegnare la gestione a un nuovo ente spetta all’Ulss22, ma il dirigente Alessandro Dall’Ora, che aveva promesso di indire il bando di entro sei mesi, ha prorogato per tre volte il servizio alla cooperativa San Marco, presente da anni nel centro, senza indire la gara.
Il ceod è nato per accogliere disabili gravi, una peculiarità che lo rende diverso da tutti gli altri. Per questo gli ospiti necessitano di continuità e programmazione, che a suon di proroghe non si può raggiungere: «Il turn over di operatori, dovuto alla precarietà della situazione, è dannoso per i nostri figli», spiegano i genitori, «siamo alla terza proroga semestrale, quando è necessaria una programmazione triennale. I ragazzi si confondono, nel vedere continuamente nuove persone e aggravano le loro patologie, che ribadiamo sono gravi e gravissime. È faticoso gestirli, abbiamo bisogno di questa struttura. Alcuni genitori sono anziani e non hanno più la forza di occuparsi di loro ininterrottamente». Il comitato è stato convocato per l’ennesimo incontro dal dirigente Dall’Ora circa due settimane fa: «Ha fatto solo promesse, come al solito. Buttiamo via il nostro tempo andando là e ci sentiamo presi in giro. Firma proroghe ma non fa nulla. Noi guardiamo al bene dei nostri figli, non siamo strumentalizzati».
Il residenziale potrebbe ospitare dieci persone, mentre il centro diurno è nato per essere messo a disposizione di 30 persone, ma ve ne sono solo 19. Altro obiettivo, dunque, è quello di metterlo a regime, come auspicano gli amministratori locali, che hanno rimesso all’Ulss22 le competenze per assegnare la gestione e monitorare la struttura.
Nel frattempo, i genitori si preparano con spugne e ramazza a ripulire il residenziale, che intendono occupare con i loro figli giorno e notte, fino al raggiungimento di una soluzione. E si appellano ai cittadini: «State al nostro fianco».

Maria Vittoria Adami
La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.larena.it

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