lavoro> 21 giugno 2010

Catania, Tavola rotonda sull’importanza dell’inclusione sociale

CATANIA – ‘Buone prassi per il benessere sociale e l’occupabilita’ delle persone con disabilita”. Questo il tema della tavola rotonda organizzata a Catania dal nucleo Interventi di Rete del dipartimento di Salute Mentale dell’Asp etnea, all’interno del progetto comunitario ‘Disability and social exclusion’.

Coordinata dal componente della task-force lavoro del Comune di Catania, Carmelo Coco, il convegno ha visto il susseguirsi degli interventi dei diversi relatori. Fra questi quello di Maria Iannettone, della Fondazione Don Carlo Gnocchi onlus, che ha sottolineato che “l’occasione di questa tavola rotonda e’ riuscire a portare a conoscenza di un lavoro ormai datato, iniziato nel 1999 nella provincia di Milano. Parliamo del progetto ‘Match’ che nasce dall’entrata in vigore della legge 68 che prevedeva per la prima volta l’inserimento lavorativo mirato di persone con disabilita’”.

“Inserimento mirato – ha osservato – vuol dire creare nuovi strumenti di lavoro con una metodologia ed una prassi innovativa e una ideazione, quale e’ stato il progetto Match, di creare un software di facilitazione di incrocio domanda-offerta di lavoro”.

“Ad oggi – ha aggiunto Iannettone- il Progetto Match prevede ancora una fase di sperimentazione ma soprattutto di attuazione e utilizzo presso le Province di Milano, Roma, Brescia ed in Basilicata seppur in fase di formazione”. “Ormai l’esperienza di 10 anni – ha proseguito- conferma la validita’ dello strumento all’avanguiardia in Italia. Le politiche del Ministero del lavoro consentono a centri come il nostro, Fondazione Don Gnocchi, di esportare e di promuovere importanti azioni di inclusione sociale”.

L’incontro, non a caso, si e’ svolto nel capoluogo etneo anche perche’ Catania, come evidenziato dal responsabile Interventi di rete dell’Asp etnea, Roberto Ortoleva ”si presenta alla ribalta nazionale con un modello importante”.

”Abbiamo creato insieme a tutti gli attori del sociale della nostra provincia, un modello di buone prassi – ha detto – che ha portato la nostra citta’ al centro delle cronache. E’una iniziativa di inclusione che nasce dalla competenza e dalla professionalita’ di tipo sanitario con la presa in carico della persona che ha un disagio di tipo psico- sociale. Attraverso tutti i vari passaggi dell’inclusione lavorativa, ovvero, l’orientamento, la formazione e la valutazione delle capacita’ e delle mansioni e soprattutto agli aspetti relazionali – ha ricordato Ortoleva- abbiamo creato un progetto di accompagnamento che ha permesso di inserire nella provincia etnea piu’ di 100 soggetti a tempo indeterminato senza nessun particolare insuccesso”.

Per Raffaele Ciccio, delegato Federazione Italiana Superamento Handicap, ”le persone con disabilita’ intellettiva hanno bisogno di essere accompagnate nel loro percorso di inserimento lavorativo che e’ molto duro”. Ciccio ha poi reso noto che ”in Italia ci sono circa 200.000 persone che vivono in istituti. Per noi non e’ affatto giusto perche’ le persone con disabilita’ intellettiva o fisica devono poter accedere alla vita sociale in condizione di pari opportunita’ e nelle condizioni, per cosi dire, normali della vita”.

Fra gli interventi piu’ seguiti dall’affollata ed interessata platea dell’Hotel Nettuno di Catania dove si sono svolti i lavori, vi e’ stato quello di Isabella Menichini, project Manager del progetto ‘Disability and Social Exclusion‘.

”C’e’ ancora poca conoscenza di quello che si fa per le persone con disabilita’ nei vari territori del Paese. Era importante – ha affermato- costruire uno strumento di reciproca ‘fiducia’ tra i vari livelli di governo, fra i diversi comuni, le diverse aree del Paese tra nord, centro e sud. C’era bisogno, insomma, di una buona conoscenza della disabilita’.

Anche per questo – ha precisato Menichini- il progetto DSE e’ stato promosso dalla Commissione Europea perche’ si tratta di una iniziativa molto attenta al ruolo dei Media ‘vecchi’ e ‘nuovi’ affinche’ questi ultimi ci aiutino davvero a diffondere una buona conoscenza della condizione in cui vivono le persone con disabilita’ e a far conoscere alla comunita’ quali sono i suoi ‘obblighi’ ma le opportunita’ nell’accogliere ed includere tutte le persone disabili e non”.

”Spesso – ha aggiunto- le aeree del mezzogiorno hanno purtroppo delle performance inferiori in termini di erogazione di servizi. Noi sappiamo pero’ che anche qui nel Sud esistono tante esperienze, come quella importante di Catania. Realta’ che devono essere conosciute di piu’ anche nello stesso territorio”.

”Dal ministero abbiamo fatto in modo, ad esempio, che il capoluogo etneo entrasse nel network delle ‘esperienze’ piu’ ‘positive’ tanto da partecipare alla conferenza nazionale a Torino. Qui a Catania – ha concluso Menichini- si e’ riuscito e si riesce, con un percorso appropriato, ad inserire persone con disabilita’ complesse come quella psichica, a farle lavorare a renderle autonome. Si tratta, quindi, di un progetto di vita indipendente sul serio. Un progetto che si e’ rivelato efficace qui, efficace nell’ambito della regione Sicilia ed anche nel confronto che puo’ avere con altre realta’ del nostro Paese”.

(Adnkronos)

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