eventi> 07 giugno 2010

I diritti dei disabili continuano a rimanere soltanto sulla carta

REGGIO CALABRIA – Attuare percorsi di vita indipendente e rendere operativi articoli di uguaglianza che stanno solo sulla carta. Pura immaginazione per i 650 milioni di persone con disabilità che ci sono nel mondo? Molte associazioni di settore e famiglie hanno partecipato alla due giorni “Diverse abilità, pari opportunità” dedicata ai soggetti diversamente abili, e organizzata dalla rete tematica “Disabilità” recentemente costituita nel Csv dei due mari, presieduto da Mario Nasone.
Il primo degli incontri si è concretizzato in un convegno a forte valenza sociale, svoltosi nella sala congressi dell’è Hotel, finalizzato a promuovere e divulgare i principi contenuti negli articoli della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. La ratifica dell’importante trattato internazionale avverrà, per quanto riguarda l’Unione Europea, nel corso di quest’anno. A questo spazio di testimonianza e confronto hanno preso parte Giampiero Griffo, membro dell’esecutivo mondiale di “Disabled People’s International” che, inoltre, ha fatto parte della delegazione italiana che ha contribuito alla stesura della convenzione a New York. Il presidente del coordinamento regionale Alogon, Tommaso Marino, che si occupa di sostenere persone con disabilità nell’attuazione di percorsi di autonomia e di cittadinanza attiva. Ha chiuso il ciclo degli interventi Ezio Loiacono presidente dell’Anffas.
Griffo nel suo intervento ha specificato gli intenti dell’associazione internazionale a cui appartiene, ovvero «rappresentare le persone non sulla base della discriminazione funzionale, ma sulla base della mancanza di opportunità di uguaglianza, accessibilità, autonomia, pari opportunità uomo donna». Si sposta quindi il baricentro del riconoscimento dei diritti delle persone con bisogni speciali, traducendosi «non tanto nella necessità di rivendicare diritti, quanto di come fare applicare la norma. Nella gran parte dei casi questo non avviene». E non si tratta solo di parificare questi diritti ai diritti umani nei Paesi poveri: «La discriminazione – ha aggiunto Griffo – avviene anche all’interno dei paesi membri dell’Ue. Le persone con disabilità non hanno status europeo con libertà di movimento: se io vado in Francia non godo di benefici se non acquisisco la cittadinanza».
Griffo ha ricordato che il tasso di disoccupazione dei disabili è del 75%, e l’accesso ai treni non ha ancora raggiunto la soglia del 10%. Un altro concetto di base è contenuto nell’art. 5 della Convenzione: «Gli Stati – ha aggiunto – devono dare protezione legale con accomodamento ragionevole. Una soluzione importante, non ci sminuisce».
Loiacono, la cui associazione raccoglie famiglie con persone a forte disabilità intellettiva, guarda molto al presente ma si preoccupa del futuro: «Cosa accadrà – si è chiesto – ai nostri figli quando non ci saremo più? Non sono persone in grado di autodeterminarsi. Abbiamo imparato che dove il pubblico è lacunoso dobbiamo essere propositivi, attivarci , utilizzare l’associazione come strumento d’azione». L’Anffas ha favorito la nascita di diverse strutture a conduzione familiare. Ma come ha spiegato Loiacono «la struttura più a sud si trova a Cagliari. C’è ancora molto da fare».

Gazzetta del sud – 7 giugno 2010
Fonte: Calabriah24.it

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