Cerca nell'archivio


opinioni> 20 maggio 2010

Falsi invalidi, la cantonata di Tremonti

È partita la caccia ai falsi invalidi. Per il ministro Tremonti «la spesa per l’invalidità è oggi di 16 miliardi di euro all’anno, pari a un punto di pil, mentre nel 2001 era di sei miliardi». Un esempio di quella che il ministro dell’Economia chiama «spesa pubblica ingiustificata o improduttiva». Quindi più controlli per stanare gli imbroglioni. Le cifre del ministro sono confermate dai dati Inps. Ma il problema sono davvero i falsi invalidi?

Se si segue l’analisi di Cristiano Gori per Il sole 24 ore questa impostazione è fuorviante. Gran parte della spesa non è destinata alle pensioni di invalidità ma all’accompagnamento. I numeri dell’istituto di previdenza mostrano come l’incremento complessivo del periodo 2002-2009 si divida tra 484 milioni per le invalidità e 4.605 milioni per l’indennità di accompagnamento.

Come si spiega? Innanzitutto con l’invecchiamento della popolazione: nei sette anni in questione gli over 75 sono aumentati del 23%. Ma ci sono anche altri fattori, come il fatto che l’accertamento dei requisiti per ricevere l’indennità è basato su criteri generici e non standardizzati. È un istituto nato nel 1980 e da allora mai più rivisto, fa notare Gori.

I controlli quindi possono essere la risposta giusta per ridurre la spesa? No, anche perché, fa notare Gori, «La popolazione anziana è esclusa dai controlli dell’Inps, così non si colpisce neanche quello che dovrebbe essere il target». Inoltre i controlli sono efficaci solo nel 15% dei casi, e la cifra cala ancora tenendo conto dei ricorsi.

Il vero problema è un altro: «La mancanza di servizi sociali per i non autosufficienti E in Italia a queste politiche sono dedicati assai meno stanziamenti pubblici rispetto al resto d’Europa», afferma Gori. Con la caccia ai falsi invalidi si combattono quindi i sintomi ma non le cause. «La gente non vuole più soldi ma più servizi», è la conclusione di Gori. Per questo i dati sulla crescita della spesa per le prestazioni d’invalidità civile indicano la necessità di una riforma dell’indennità di accompagnamento finalizzata non a ridurre gli stanziamenti bensì a utilizzarli meglio.

Antonio Sgobba
L’articolo originale è consultabile all’indirizzo www.vita.it

Commenti (3)

  1. antonio cerquella:

    Cantonata o no, il fatto sta nella persecuzione mediatica e settoriale solo per far cassa. Hanno diminuito, se non eliminata la riabilitazione, aumentano i ticket per le specialistiche, “ELIMINANO” l’accompagno? Stanno tagliano indiscriminatamente a destra e a manca. Mentre, non si hanno dati certi di quanti falsi invalidi senza reddito, siano stati realmente scovati?? Molte delle propagandate sospensioni e recuperi sono dovuti alla diminuzione, per altro “NON” con visite collegiali, di percentuali d’invalidità. Complimenti, un metodo scientifico-matematico di soppressione di una specie. In questa situazione, con la mia CIDP, mi sento più un perseguitato malfattore che un diversamente abile.Mentre il nostro ministro giudica questa spesa pubblica “ingiustificata e improduttiva, nessuno che si prenda la briga di esprimere vergogna. A proposito d’inproduttività, mi piacerebbe sapere, cosa pensa il ministro dei suoi colleghi che lavorano 9 o 16 ore settimanali alla camera e/o al senato percependo lauti stipendi,nonchè future laute pensioni ??
    Senza nulla togliere a controlli, verifiche e austerità, mi pare che si stia esagerando.Buona domenica.


  2. giuseppe:

    Ho mia madre di 92 anni- dichiarata 100 per cento di invalidita’-da un mese circa- per occhi- cuore-e movimenti senza accompagnamento
    cosa devo fare?—-
    Bisogna recarsi dal giudice- pagare un avvocato con mia madre che ha un reddito di sola pensione pari a 566 euro?

    che schifo Giuseppe Lariccia


  3. Giovanni:

    Se le posso essere di aiuto,bisogna che si rivolga ad un Patronato e instaurare una causa civile presso il tribunale della sua citta’.L’avvocato che la difende viene pagato dal Patronato, non c’e’ da tirare fuori un euro. Sara’ sottoposta a nuova visita da un dottore stabilito dal Giudice e Lei si potra’ far assistere da un suo medico, di solito messo sempre a disposizione dal Patronato. La cosa ha dei tempi lunghi, circa 1 anno.
    La saluto