SULMONA (AQ) – Mesi di attesa, che in alcuni casi superano anche l’anno, per vedersi riconosciuta la pensione di accompagnamento. È quanto sta accadendo agli utenti del territorio da gennaio, dopo la divisione di competenze fra l’Inps e l’Asl, ed in seguito alla nascita della azienda sanitaria unica. Secondo l’Inps tale situazione riguarderebbe una trentina di persone. Una situazione insostenibile, che in alcuni casi è destinata a degenerare in veri e propri casi di disagio sociale, anche a causa dei ritardi della burocrazia.
La richiesta della pensione di invalidità arriva in seguito a incidenti gravi, la gran parte automobilistici e sul lavoro, ma le pratiche più diffuse in città sono quelle che riguardano anziani, che perdono le capacità di autosufficienza, in seguito a cadute, malattie o al semplice avanzare dell’età. Nella gran parte dei casi, quindi, si tratta di persone che devono ricorrere ad assistenza domiciliare, ingaggiando infermieri o badanti. I cui costi, soprattutto in presenza di anziani soli e non facoltosi, vanno necessariamente coperti con la pensione di invalidità. I ritardi nella concessione, quindi, determinano veri e propri drammi.
Secondo i dati forniti da Ildo Polidoro , responsabile dell’ufficio disabili dell’ospedale, sono 7mila e 500 le visite che le due commissioni mediche svolgono sul territorio Asl in un anno, circa 625 al mese. Numeri importanti, che si perdono nei meandri della burocrazia e nei vari passaggi di competenze fra la Asl e l’Inps. Col risultato di tempi di attesa che si dilatano, a scapito dei cittadini, e che possono superare anche l’anno. Dal primo gennaio la gestione amministrativa delle pratiche è passata all’Inps e qualche mese fa il passaggio alla Asl unica ha complicato una macchina già non perfettamente funzionante.
«Noi come Asl», spiega Polidoro, «abbiamo trasmesso tutte le pratiche del 2009 all’Inps e in genere dalla richiesta della visita non facciamo passare più di 15 giorni. Nonostante questo abbiamo avuto pratiche validate anche dopo più di un anno». In totale, secondo i dati forniti dall’Inps, le pensioni di accompagnamento in pagamento sono 1700 per il bacino Sulmona e Alto Sangro; con circa 80 nuove domande ogni mese. «Il nostro sistema è perfettamente funzionante», replica Antonio Rante , uno dei responsabili dell’istituto di previdenza sociale, «i tempi di attesa sono dovuti al fatto che gli stessi utenti non ci rinviano subito le autocertificazioni richieste per l’erogazione della pensione».
Federica Pantano
il Centro — 16 maggio 2010
