BELLUNO – La Provincia incrementa il numero dei disabili da inserire nel mondo del lavoro.
Ai membri della commissione provinciale lavoro, infatti, l’assessore Stefano De Gan ieri ha presentato due documenti: uno ripropone l’accordo quadro territoriale sull’articolo 14 (l. 276/03) che prevede l’inserimento lavorativo di disabili psichici e intellettivi, l’altro è lo schema tipo di convenzione regionale di inserimento lavorativo (ex articolo 12 bis della legge 68/99), che prevede il reclutamento di persone disabili over 45 con bassa scolarità e fallimenti lavorativi plurimi alle spalle, per le quali sia obbligatorio, al termine dell’esperienza, l’assunzione nella ditta committente.
«Si tratta di una grossa novità», ha commentato l’assessore «perchè non solo permette ai portatori di handicap di trovare un impiego, ma prevede anche la loro l’assunzione».
I documenti sono stati presentati e illustrati alle parti sociali, che avranno tempo fino al 21 maggio per leggerli e presentare delle osservazioni. Il 26 maggio ci sarà la firma del rinnovo dell’accordo sull’articolo 14, mentre saranno prese in considerazioni eventuali annotazioni sull’ex art. 12 bis, che poi sarà introdotto automaticamente.
Sui due documenti i sindacati per ora non si sbilanciano. «Nei prossimi giorni ci ritroveremo tra noi per discutere, solo allora potremo esprimere un’opinione», precisa Rudy Roffarè, segretario Femca Cisl.
I disabili. Al 31 dicembre 2009 i disabili iscritti ai Centri per l’impiego bellunesi erano 450 (18 in meno rispetto al 2008) di cui solo 254 disponibili all’inserimento lavorativo.
Di questi, 14 sono presenti al Cpi di Agordo, 102 a quello di Belluno, 97 a quello di Feltre e 41 al Cpi di Pieve di Cadore. «Il problema è che si tratta, per quanto riguarda il nostro territorio, di persone con un’età compresa tra i 50 e i 65 anni e con un tasso di scolarità molto basso, per cui diventa molto difficile collocarli».
La Provincia ha inoltre eseguito un monitoraggio dell’adempimento della legge che prevede, all’interno delle assunzioni, l’obbligo per aziende, enti locali e ministeriali di inserire persone con handicap. «E quello che ne è emerso». precisa De Gan, «è che escono dal monitoraggio gli uffici ministeriali, perchè godono delle cosiddette compensazioni territoriali: se lo stesso ufficio assume molti disabili al Sud, al Nord può farne a meno. Questo comporta che ad assumere qui al Nord siano soltanto le aziende o gli enti locali. Per questo ho proposto che le compensazioni territoriali vengano fatte solo a livello regionale».
il Corriere delle Alpi — 27 aprile 2010
