mobilità> 22 marzo 2010

Roma, Ciechi e ipovedenti temono uso metropolitana

ROMA – Nel tentare di accedere ed usufruire dei servizi della metropolitana a Roma, ”troppi sono ormai i casi, segnalatici dai nostri soci – ciechi e ipovedenti – in cui il malfunzionamento di un annuncio vocale, l’errata apposizione di un codice tattile, l’incoerenza di una mappa tattile rispetto alla realta’ o la scarsa illuminazione degli ambienti hanno causato, ai disabili visivi romani e non, piccoli o grandi problemi di orientamento, con conseguente timore nel muoversi autonomamente e sfiducia nelle istituzioni”.
A denunciarlo il presidente provinciale dell’UIC, Marcello Iometti, che insieme al presidente dell’ANMIC, Luca Pancalli, ha collaborato con il Comune e l’Agenzia per il Controllo e la Qualita’ dei Servizi Pubblici Locali di Roma, al monitoraggio e al sopralluogo delle linee A e B della metropolitana di Roma sull’accessibilita’ ai disabili del trasporto pubblico. Per una persona cieca o ipovedente fruire del servizio offerto dalla metro e’ difficoltoso, tanto che il giudizio del monitoraggio al massimo raggiunge e’ la sufficienza nonostante gli interventi per questa categoria di disabili siano molto meno invasivi, rispetto ai disabili motori, e molto piu’ facili da realizzare. Permangono invece forti criticita’ su progettazione e posa in opera dei percorsi tattili e sugli annunci vocali all’interno delle vetture. Scendendo nello specifico l’accessibilita’ e’ solo mediocre sulla linea A, con l’unica eccezione di Manzoni, spicca in particolare l’insufficienza di Valle Aurelia, dovuta alla persistente mancanza di mappa tattile nonostante la stazione sia dichiarata accessibile da Atac. Per la linea B la situazione e’ migliore sulla tratta verso Rebibbia, ma sono poche (solo 9) le stazioni che raggiungono la sufficienza, mentre le restanti 12 risultano mediocri a causa di numerosi elementi mancanti, tra cui i percorsi tattili sui marciapiedi, un’adeguata individuabilita’ degli ingressi e la coerenza tra la mappa tattile e i luoghi rappresentati.
”Quando si tratta di rendere accessibile un sistema di trasporto ai passeggeri con disabilita’ visiva – ha spiegato il presidente Iometti – l’errore in cui si incorre con maggiore frequenza e’ quello di ritenere che, per risolvere il problema, basti predisporre un abbozzo di percorso tattile o un approssimativo sistema di annuncio in voce di prossima fermata. Al contrario, la nostra esperienza e le numerose testimonianze dei ciechi e degli ipovedenti che ogni giorno affrontano da soli il caos della Capitale per spostarsi, ci hanno dimostrato che, per raggiungere veramente l’obiettivo di una piena fruibilita’ delle stazioni e delle vetture, al di la’ di quanto prescritto dalla normativa vigente, e’ necessario curare con grande attenzione ogni dettaglio”. Iometti ha infine ricordato che ”i percorsi e le mappe tattili vanno progettati e realizzati curando nei dettagli ogni fase dell’intervento ed avvalendosi della consulenza di persone esperte sull’argomento (tecnici ed utilizzatori), cosi’ come previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto dalle associazioni dei ciechi romani con il Comune di Roma nel maggio 2006; tale protocollo e’, al momento, ancora inapplicato in molte delle sue parti”.

Agenzia di Stampa Nazionale Asca

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