VENEZIA – Nessun reato per il ponte di Calatrava ma una valanga di errori, un atteggiamento dilettantistico e un’insensibilità ai limiti del cinismo verso i più deboli. L’inchiesta sul quarto ponte del Canal Grande – per la quale erano stati indagati i due ingegneri comunali Salvatore Vento e Roberto Scibilia con l’accusa di abuso d’ufficio – finisce in archivio accompagnata, però, dalle valutazioni durissime del procuratore aggiunto Carlo Nordio. [...]
Così scriveva il progettista in merito all’accesso per i disabili. «Sono state elaborate nel progetto definitivo due alternative per lo scavalcamento da parte dei disabili. Una soluzione diretta con dei servo scala integrati nel ponte, l’altra soluzione usando i vaporetti». Grazie. «Quest’ultima soluzione – continua il progettista – lascia libero il ponte senza servo scala con grandi vantaggi estetici, funzionali ed economici». In proposito, Nordio stigmatizza «l’imperturbabile neutralità manifestata da tutti i protagonisti di questa vicenda nei confronti dei soggetti più deboli, la scelta di privilegiare considerazioni di ordine estetico alle esigenze dei disabili, nel cui solo interesse il ponte avrebbe avuto giustificazione, rivela una rozza noncuranza sconfinante nel cinismo».
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