Aumentano in Italia gli invalidi civili. Se nel 2008 le prestazioni d’invalidità erogate dall’Inps sono state poco più di 2 milioni e mezzo, a fronte di 2.262.048 invalidi, nel 2009 si è arrivati a stimare oltre 2 milioni e 600 mila prestazioni, con un aumento proporzionale del numero dei soggetti. E’ la stima elaborata dall’Istituto nazionale previdenza sociale (Inps) che conferma un dato: il boom del numero di invalidi civili nelle regioni del Sud. Uno scenario che ha spinto l’Inps a intensificare i controlli contro i falsi invalidi soprattutto in quattro regioni: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.
“Le stime del 2009 – spiega il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – ricalcano i dati del 2008, anche nella distribuzione geografica degli invalidi. L’aumento del numero delle prestazioni invece è abbastanza fisiologico, considerando l’invecchiamento della popolazione”.
Il quadro ufficiale della distribuzione degli invalidi civili del 2008 parla chiaro. Se si prendono in esame sette regioni del Nord (Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana) e si mettono a confronto con sette del Sud (Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) si scopre un dato significativo: nel Nord si registrano 960.826 invalidi su circa 28 milioni di residenti, contro i 907.891 del Sud a fronte però di una popolazione di ‘soli’ 19 milioni di abitanti.
Questo scenario ha spinto l’Inps a concentrare l’impegno contro i falsi invalidi soprattutto al Sud. “L’80% dei controlli – spiega Mastrapasqua – lo stiamo effettuando in 4 regioni: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia”.
L’operazione ‘trasparenza’, che è partita ad aprile 2009 e si concluderà a marzo 2010, prevede 200 mila verifiche. “Al momento su 150 mila controlli – spiega il numero uno dell’Inps – abbiamo provveduto a cancellare circa il 15% degli assegni di invalidità. Inoltre – aggiunge – c’è da considerare che altri 20 mila beneficiari di assegni, pensioni e indennità di accompagnamento non si sono presentati alle visite. Un dato che va approfondito e su cui bisogna far luce”. Ma la lotta non si fermerà ai 200 mila controlli. “L’ultima Finanziaria approvata – sottolinea Mastrapasqua – prevede altre 100 mila verifiche”. Una campagna massiccia, quindi, “la prima esperienza di visita straordinaria nel nostro Paese. Prima si facevano solo piccole campagne”, precisa il presidente dell’Istituto.
A fine maggio, le regioni in cui si era registrato, percentualmente, il maggior numero di annullamenti di prestazioni sono state la Sicilia e la Sardegna (rispettivamente con il 21,97% e il 21,37%), seguite dalla Calabria (18,68%), dalla Puglia (16,50%) e dalla Campania (15,61%). Le regioni in cui è invece stato minore il numero di assegni revocati sono l’Umbria (3,88%), le Marche (3,97%) e il Molise (4,35%).
