Immigrati e disabili, la Regione boccia la circolare Gelmini

31 gennaio 2010

NAPOLI – «LA circolare della Gelmini è lesiva del diritto all’uguaglianza di tutti i cittadini e del principio dell’ autonomia delle Regioni». È con queste parole che la giunta regionale della Campania boccia il limite imposto dal ministro dell’Istruzione alla presenza di alunni stranieri nelle classi. Un limite del 30 per cento sul quale la Campania passa il cassino. Ribadendo, tra l’altro, che in presenza di un disabile in classe non possono starci più di 20 alunni. La decisione fa parte della delibera sul dimensionamento scolastico, che, proposta dall’assessore all’Istruzione Corrado Gabriele, disegna la nuova mappa delle scuole nella regione.
«Abbiamo accolto istanze provenienti dal territorio – spiega Gabriele – per garantire alle scuole efficienza e fruibilità, rispettando i criteri fondamentali del diritto all’ istruzione per tutti gli studenti, specie quelli in grave disagio sociale nonché per i portatori di handicap». Ogni scuola dovrà rispettare il limite di 25 alunni per classe, «che scendono a 20 se integrano alunni con disabilità». E se il “no” al tetto per gli stranieri vuole essere un forte segnale politico, viste le basse percentuali di extracomunitari qui da noi, il limite di alunni per classe è immediatamente spendibile dalle scuole.
«La normativa regionale – aggiunge Gabriele – offre a dirigenti scolastici e genitori uno strumento per opporsi alle indicazioni romane: con la nostra delibera qualunque genitore può opporsi a classi sovraffollate e avere ragione. Il ministero sarà costretto a concedere lo sdoppiamento delle classi laddove necessario». Se dalle scuole la richiesta non giunge, invece, è spesso colpa della distrazione dei genitori e dello zelo dei presidi.

Bianca De Fazio
Repubblica — 30 gennaio 2010

Commenti (1)

  1. Paolo dice:

    La regione Campania è efficiente e rapida quando deve bloccare le circolari del Governo! Peccato poi che non sia altrettanto veloce quando deve fare qualcosa di concreto per i disabili.
    Ricordiamo che la Campania è una delle poche regioni che non prevede contributi alle persone non autosufficienti (l’assegno di cura) e sembra intenzionata a continuare la sua politica clientelare,
    con la farsa delle cooperative che costano il doppio di quanto basterebbe ai disabili per pagarsi un assistente professionista.

    Le delibera dell’assessore campano è solo propaganda.

Scrivi un commento:

N.B.: saranno pubblicati solo i commenti alla notizia riportata in questa pagina.