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mobilità> 30 gennaio 2010

“Caro Matteo, hai visto Obama ma ora vieni con noi in carrozzella”

FIRENZE – Il sindaco Renzi ha pedonalizzato il Duomo, 5 cittadini disabili hanno fatto ricorso chiedendo l’annullamento dell’atto comunale, la sentenza del Tar provoca interpretazioni opposte. Assessore Massimo Toschi, lei che è disabile, cosa pensa? «Questo non è un problema giuridico ma culturale. E nessuno lo capisce. Per un disabile piazza Duomo off limits con le catene è un’offesa, un’umiliazione. E quel che è peggio, una presa in giro. Ho visto che il sindaco Renzi è andato dal presidente Obama: venga piuttosto a farsi un giro in carrozzella con noi, come fece il suo predecessore Domenici. Venga con noi nei gabinetti dei bar, provi insieme a noi a montare su un marciapiede in carrozzina: forse capirà».
Ma Palazzo Vecchio ha messo a disposizione dei disabili qualche decina di posti auto riservati ai margini della nuova area pedonale e dato loro la possibilità di raggiungere il Duomo da via Ricasoli uscendo da via dei Servi: non basta?
«No. Io non sono contrario alla pedonalizzazione del Duomo, anzi la ritengo giusta. Ritengo però un errore atroce decidere che sia fruibile solo alle persone che possono camminare autonomamente. Per chi come me si muove solo in carrozzina, anche fare 50 metri può essere una tortura. Io sono fortunato, sono un assessore regionale e ho un autista gentile che mi accompagna e mi spinge: ma chi è solo come fa? Ammesso e non concesso che trovi un posto auto a 50-100 metri dalla piazza del Duomo o dal Battistero, deve affidarsi all’assistenza di qualcuno che lo spinga, non potrà mai dirsi libero di raggiungere da solo, semplicemente scendendo dall’auto, il monumento che vuole visitare o il posto dove vuole andare. Si pensi poi a quando piove: se con una mano si deve tenere l’ombrello è impossibile spingersi sulla carrozzina ed è inevitabile bagnarsi».
Lei ritiene dunque che i disabili dovrebbero poter arrivare in piazza Duomo in auto.
«Esattamente. Per una persona affetta da gravi disabilità motorie l’automobile costituisce quello che per un normodotato sono le gambe: uno strumento di libertà. E’giusto che un sindaco stabilisca che le auto non devono passare in piazza Duomo. Non è ammissibile però che metta le catene per recintarlo: non avviene in nessun altro paese d’Europa. Le catene sono uno strumento di tortura, doveva evitarle. Renzi lasci che siano i vigili urbani che controllano le frontiere dell’area pedonale a impedire l’accesso alle auto o ai motorini. E restituisca al Duomo la sua dimensione di libertà, consentendovi l’accesso anche ai disabili. Sarebbe un gesto di civiltà in una città che, vietando il Duomo all’accesso dei disabili, da questo punto di vista ha fatto un passo indietro».
La vostra, seppur legittima, rischia di essere additata come una battaglia per difendere il privilegio di arrivare in auto in una piazza off limits per tutti. «E’ il contrario: l’errore è decidere che piazza Duomo deve essere un privilegio di chi può camminare. Questo è un fatto che spesso la gente non capisce ma che la politica dovrebbe affrontare. Le persone come me non sono libere di andare in giro dappertutto: un marciapiede talvolta è un muro, il gabinetto di un bar in un seminterrato a cui si accede scendendo 8 gradini è un burrone. Per questo sulla libertà di accesso a piazza Duomo sono pronto a fare una battaglia».

Ernesto Ferrara
Repubblica — 29 gennaio 2010

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