Dalla mezzanotte di oggi 65 malati di SLA cominceranno uno sciopero della fame per chiedere assistenza e contributi al Governo. Tortora, associazione Viva la Vita: “Le richieste sono due: la prima è quella della firma dei livelli essenziali di assistenza, e la seconda è che si dia aiuto economnico per avere a casa badanti formati”
“Gli sciopero della fame cominceranno a mezzanotte di oggi, perché si spera ancora che dal ministero giunga una risposta. I malati di SLA che hanno aderito sono circa 65, la metà di questi ha aderito allo sciopero della fame”.
Così ai microfoni di CNRmedia Simonetta Tortora, dell’associazione Viva la Vita, spiega la mobilitazione di alcuni malati di SLA con cui chiedono al Governo di intervenire per aiutarli. “Le richieste sono due: la prima è quella della firma dei livelli essenziali di assistenza, e la seconda è che si dia aiuto economnico per avere a casa badanti formati, perchè un malato di SLA ha bisogno di assistenza 24 ore su 24. Si chiede quindi un aiuto in concreto per il lato sociale”.
Lo sciopero è una misura estrema che “rappresenta un altissimo rischio, infatti noi come associazione siamo impegnati tutto il tempo ad avere una risposta almeno veritiera. Il problema vero è che l’impegno c’era stato da parte di Fazio che si era allargato ad una promessa, ma nel momento in cui questa è stata disattesa ci si è sentiti presi in giro. In molti mi hanno detto: è meglio una verità che una bugia bella e buona”.
“Noi abbiamo raccolto un fortissimo malessere che viene dalla comunità dei malati che si organizza in autonomia. Noi siamo solamente l’associazione che sta mettendo in luce questa sacrosanta battaglia. Quando c’è un malato di SLA si ammala tutto il nucleo familiare, quindi 6mila malati, con i nuclei familairi, fanno 20mila persone interessate, ma in realtà il malato stressa tutto il sistema sociosanitario in maniera non indifferente”.
CNRmedia – 14 dicembre 2009
Per maggiori informazioni: Viva la Vita Onlus
