opinioni> 02 dicembre 2009

“Vergognoso che il disabile debba pagare parcheggio”

(Lettera pubblicata da targatocn.it)

[...] Un mese fa ho indirizzato ai Ministri competenti, alle associazioni dei Consumatori e degli Esercenti e a numerosi Parlamentari la nota in calce alla presente (che La prego di (ri)pubblicare) che è rimasta totalmente priva di riscontro da parte dei destinatari.
Sono consapevole che il mondo politico-amministrativo italiano, condizionato da escort e trans, spesso succube della demagogia beota e della giustizia allo sfascio, non ha voglia e tempo di prestare attenzione ai problemi di una minoranza quale è quella dei disabili, che non rende in termini di audience e non dà un grande ritorno in termini di voti e consensi.

E questo anche se i nostri problemi sono spesso di lieve momento e affrontabili con costo zero: il nostro tessuto socio-connettivo è solo formalmente adeguato e corretto: in realtà è fermo e indietro di cent’anni: siamo il fanalino di coda in Europa. La cosa, purtroppo non mi stupisce più di tanto perchè i nostri problemi sono poca cosa in un paese come il nostro che è rimasto tale e quale lo sferzava Giovanni Giolitti nel discorso di Busca del 1899: “il complesso delle imposte è giunto a tale altezza da costituire talora una vera confisca della proprietà…siamo il paese che ha il debito pubblico più alto in proporzione alle sue ricchezze (…) il prestigio nostro all’estero è abbassato in modo da offendere l’amor proprio nazionale (…) l’indipendenza della magistratura esiste solo di nome”.

Mi rivolgo nuovamente ai Lettori, richiamando la loro attenzione su quanto denuncio e li invito a dimostrare solidarietà e sensibilità verso i portatori di handicap, rispettando, innanzi tutto, la normativa che li tutela (dai parcheggi in avanti..). Mi riservo, unitamente ai miei numerosi amici, iniziative e tornerò a chiedere ospitalità quanto prima ed ecco la mia lettera:

“Onorevoli Signori,

una recente sentenza della Corte di Cassazione (Sezione II, 05.10.09 n. 21271) ha deciso che se il portatore di handicap parcheggia nella zona blu tariffata deve pagare il ticket: ciò mi ha indignato e mi spinge a chiederVi di volerVi attivare a tutela della categoria dei disabili (di cui faccio parte).

La decisione della Suprema Corte statuisce che non vi è ragione di esonerare dal pagamento del ticket il disabile che non trova spazio negli stalli a lui riservati e parcheggia nella zona a pagamento in quanto dalla sosta in tale area non ricava un vantaggio in termini di mobilità ma un mero vantaggio economico.

E’ di palmare ed incontrovertibile evidenza l’erroneità di questa valutazione, superficiale e dettata da un miope feticismo giuridico: non è chi non veda, infatti, che chi già avrà problemi a parcheggiare nello spazio a pagamento che, generalmente, non è idoneo a fare uscire dall’auto guidatore, carrozzina o stampelle ne avrà di più e più gravi per cercare e raggiungere il distributore dei biglietti, pagare e ritirare il ticket (da un macchinario spesso ad altezza inadeguata), tornare alla vettura ed esporre il tagliando.

Ancora una volta si è nascosta la giustizia in mezzo alle leggi, con sufficienza e gravi errori di valutazione, indici di scarsa sensibilità ed attenzione da parte di coloro che vengono chiamati ‘supremi giudici’.

Sono un disabile motorio, ho 56 anni, da oltre 30 anni esercito la professione di avvocato: mi mortifica l’applicazione della normativa a tutela dell’handicap nel nostro paese e la scarsa sensibilità verso il problema.

Viviamo in un’Italia culla dell’eufemismo e della pelosamente neoscoperta privacy dove l’handicappato va chiamato ‘diversamente abile’ e il contrassegno di circolazione e sosta per invalidi (che è di colore diverso da quello degli altri Paesi Europei) non deve più recare il simbolo della persona in sedia a rotelle (così ha previsto l’art. 74, del decreto sulla privacy 196/03 in contrasto con l’art. 38 del D.P.R. 495/92 e con la raccomandazione 98/376 CE del 04.06.98).

Formalismo beota e feticismo normativo: personalmente, specie all’estero, affianco il contrassegno nuovo (che è un quadrato arancione) con quello vecchio (con la sedia a rotelle) . . . . non ho parole.

In relazione ai problemi che vivo sulla mia pelle, voglio rimarcare la situazione dei ristoranti, bar e alberghi, gravemente insufficiente anche a livello di informazione e spesso con condizioni di fatto non corrispondenti a quelle dichiarate, come più volte ho dovuto riscontrare e questo a vent’anni dall’entrata in vigore della normativa a tutela del disabile!

In carenza della rispondenza delle strutture ricettive alla normativa in materia occorre che nelle loro presentazioni e pubblicità sia chiaramente indicata la assenza di barriere architettoniche e che questa condizione venga verificata.

Più volte, infatti, ho dovuto riscontrare carenze in tal senso: contrariamente alle assicurazioni fornitemi le strutture presentavano barriere e inaccessibilità a bagni e servizi.

I disservizi dei trasporti e negli uffici pubblici, poi, sono evidenti a tutti e sono spesso denunciati sui media. E’ indispensabile che queste gravi carenze e inadempienze cessino: siamo il fanalino di coda in Europa e questa situazione è un’offesa al vivere civile.

Chiedo a voi, onorevoli Signori di volerVi attivare perché, al di là delle celebrazioni, manifestazioni e quant’altro, i principi sbandierati e proclamati di una vita vivibile senza barriere per il disabile siano positivizzati e concretizzati.”

Vittorio Bassino
L’articolo originale è consultabile all’indirizzo www.targatocn.it

Commenti (1)

  1. erminia arenella:

    vergognoso