MILANO – La Regione Lombardia ha finanziato nell’ambito delle attività di eccellenza regionle il “Passporto delle competenze: percorsi di ricerca e innovazione metodologica per la disabilità”, un progetto molto interessante per l’orientamento al lavoro dei disabili, che prende spunto dal metodo indiziario.
E’ un progetto che vuole andare oltre la valutazione clinica della disabilità e presentare invece le reali capacità dell’alunno.
Il passporto è infatti una sorta di “identikit” in cui sono rappresentati i tratti distintivi della persona. All’alunno vengono proposte diverse tipologie di prove – cognitive, linguistiche, relazionali alcune delle quali possono essere effettuate direttamente online (per es. quelle relative alle funzioni mnestiche o logiche). Queste vengono quindi inserite su di una piattaforma informatica e poi condivise con tutti coloro che hanno una responsabilità di presa in carico del soggetto che, esaminando o integrando con nuove prove il profilo dell’alunno, potranno così formulare un giudizio con un linguaggio condiviso. Attualmente sono online circa 70 passporti per un totale di 600 prove inserite.
L’ideazione del progetto è durata tre anni ed attualmente è in corso una sperimentazione tra centri di formazione professionale, fondazioni, associazioni e istituti professionali delle province di Como, Lecco, Brescia, Bergamo, Varese e Milano.
Questo sistema, il cui accesso riservato è ovviamente garantito dal rispetto delle norme per la privacy, implica quindi la possibilità di una validazione e di un arricchimento degli indizi in itinere. Ai genitori viene così offerta la possibilità di essere sempre aggiornati sulle competenze del ragazzo e garantita la facoltà di recedere in qualsiasi momento dalla piattaforma. Le modalità d’uso dello strumento e le sue prime applicazioni – con particolare attenzione alla valutazione del disabile mentale – sono state illustrate durante il convegno “Passporto delle competenze: uno strumento di partecipazione” presso l’Istituto Scientifico “E. Medea” – La Nostra Famiglia di Bosisio Parini (Lecco).
Red – www.orizzontescuola.it
