Centinaia di posti per i disabili, ma solo sulla carta

28 novembre 2009

PISA – Scomodi. Per la scuola, che ha sempre meno insegnanti di sostegno per loro. Per il mondo del lavoro dove sono particamente esclusi. E per la società che risparmia sul sociale, ogni giorno di più, tagliando servizi e aiuti alle fasce più deboli. Scomodi per tutti, i disabili. Centinaia negli enti pubblici i posti vuoti a loro riservati ancora non coperti. 3.000 circa (i dati si riferiscono alla fine del 2008) quelli ancora iscritti al collocamento mirato nei registri dei quattro Centri per l’impiego della nostra provincia.

Un’emergenza sociale, dopo anni di battaglie per garantire diritti ancora ignorati. Perché la legge c’è. E’ la numero 68 emanata nel 1999. Ma il suo bilancio sull’applicazione al momento è disastroso. Anche perché nessuno controlla e soprattutto nessuno multa, visto che la norma prevede per chi la disattende anche ’sanzioni penali’.

Perché? In dieci anni, le amministrazioni e le altre realtà pubbliche del territorio, hanno coperto pochissimi dei posti riservati. Pubblici o privati dovrebbero assumere almeno un disabile, se in azienda lavorano dai 15 ai 35 dipendenti; almeno due, se vi lavorano dai 36 ai 50 dipendenti. E se l’azienda ha più di 50 dipendenti, almeno il 7% di questi dovrebbe essere disabile. Un’utopia.

Il quadro della provincia pisana è ben diverso. Basta dare uno sguardo ai dati per capire quanto la situazione sia grave. Non soltanto perché si nega un diritto a chi ce l’ha e a chi spesso non può lottare per ottenerlo, ma anche perché si perdono occasioni preziose di trovare lavoro in tempi di crisi. Un aspetto preoccupante per qualsiasi realtà. Ancor più se questa è pubblica.

Tra gli inadempienti, l’Azienda ospedaliera pisana è quella con gli scoperti maggiori. E’ la Cisl pisana, che nel tempo ha portato avanti una battaglia sulla legge ’68 e la sua applicazione, ad aver raccolto i dati dell’emergenza. “E’ uno dei punti essenziali della nostra mozione congressuale — spiegano Roberto Cerretini, segretario generale aggiunto e Gianfranco Bilanci, segretario generale — L’obiettivo è la piena occupazione delle categorie più deboli”.

I numeri chiesti al Centro per l’impiego e che fanno il punto al 31 dicembre dell’anno passato, parlano per l’Aoup di 242 disabili previsti in organico. Le scoperture: fino a questo momento, sono stati assunti 64 disabili su 4.823 dipendenti complessivi. Questo significa che i posti con riserva non assegnati sono 178. E nell’azienda, manca anche la convenzione, da stipulare con la Provincia, un percorso per effettuare le assunzioni. “La metteremo in delibera nei prossimi giorni”, assicura il direttore del personale Grazia Valori che annuncia anche concorsi ‘appositi’ e ‘riserve’ per tutti gli altri.

Verificheremo. Come controlleremo anche che il Comune di Pisa (38 disabili ancora da assumere, 19 quelli in organico su 790 dipendenti) approvi il nuovo piano personale triennale nei primi mesi del 2.010 in cui è compreso il programma delle assunzioni, così come promesso dall’assessore Antonio Cassone: “C’è un ritardo nel rispettare i numeri riservati ai disabili al quale vogliamo rispondere. Laddove ci sarà l’opportunità interverremo anche prima”.

“Certo — prosegue — che gli enti locali per riuscire a rispondere appieno a queste esigenze dovrebbero ricevere anche finanziamenti. Ci sono problemi ad esempio di tipo strutturale: alcuni nostri uffici, non sarebbero adeguati ad ospitare persone sulle sedie a rotelle”.

Altra azienda, altri problemi. All’Asl 5, sono in servizio 70 persone assunte con la legge 68, 2 sono in corso. Ma 39 sono i posti vacanti. “I dipendenti sono 2166 di cui 810 infermieri, gli amministrativi sono 238, il resto del personale (tecnici, assistenti sociali, medici, logopedisti, biologi, informatici, ecc) è altamente qualificato e assunto tramite concorso pubblico quindi, per un’azienda come la nostra, il margine per l’assunzione tramite il centro per l’impiego è fortemente ridotto”, commenta il direttore generale, Maria Teresa De Lauretis.

Stesso discorso per l’Università: 80 in servizio sono le persone diversamente abili su 1450 e 25 i posti ‘liberi’. 26 su 26 i posti da coprire al Cnr, anche se sono in corso tre assunzioni. “Da sempre — interviene l’assessore provinciale al welfare, Anna Romei — esistono difficoltà di inserimento al lavoro sia nel pubblico che nel privato. Ci sono buone leggi, ma mancano strumenti incisivi sanzionatori per le inadempienze”.

Non solo. “Non esistono piani di lavoro ad hoc nelle aziende, pubbliche o private che siano — insiste Cerretini, Cisl — per individuare le professionalità adeguate. E arrivare a coprire tutti i posti: un’opportunità in questo momento di crisi”. “Ed evitare — aggiunge — che nei bandi di concorso siano utilizzati escamotage per non rispettare la legge”.

Antonia Casini
L’articolo originale è consultabile all’indirizzo lanazione.ilsole24ore.com

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