cronaca> 17 novembre 2009

Sanità, In Campania è emergenza riabilitazione

ROMA – Associazioni dei malati neuromuscolari unite per denunciare, in una nota, “la grave situazione dell’assistenza riabilitativa in Campania. A partire da oggi con l’Asl Na2 Nord e poi, a seguire, con le altre Asl – scrivono Uildm, Aisla, Aism, Famiglie Sma, Asamsi – i Centri di riabilitazione della Regione Campania saranno assolti dall’obbligo di erogare prestazioni in regime di accreditamento”. In altri termini, se lo faranno “non vi e’ garanzia che vengano pagati a causa del superamento dei tetti di spesa”.

Tutto questo accade “nonostante le Linee guida per le attivita’ di riabilitazione in Regione Campania sanciscano chiaramente che all’utente debba essere garantita la continuita’ terapeutica addirittura anche durante la sola fase di revisione dei programmi”. Non solo. Le associazioni di malati ricordano che “il progetto riabilitativo e i suoi programmi attuativi definiscono i tempi di completamento dei cicli riabilitativi, di norma contenuti entro 240 giorni, fatta eccezione per i pazienti affetti da gravi patologie a carattere involutivo (sclerosi multipla, distrofia muscolare, sclerosi laterale amiotrofica, malattia di Alzheimer), alcune patologie congenite su base genetica, con gravi danni cerebrali o disturbi psichici, i pluriminorati anche sensoriali, per i quali il progetto riabilitativo puo’ estendersi anche oltre senza limitazioni”.

Ora, nonostante la “paradossale esistenza di contratti terapeutici firmati nei mesi scorsi e non ancora scaduti, arriva la sospensione delle prestazioni precedentemente autorizzate. Si ritiene inaudito che in un Paese che ha appena ratificato la Convenzione Onu sui Diritti delle persone con disabilita’ si debba assistere inermi – scrivono le associazioni – alla negazione del diritto all’assistenza riabilitativa che per molte delle persone che fanno riferimento alle nostre associazioni rappresenta l’unica cura possibile, in assenza di una possibilita’ di guarigione”. Le associazioni chiedono, pertanto, un intervento urgente da parte delle Istituzioni, “pena il passaggio a forme di protesta ‘attive’ che vedranno coinvolti in prima persona malati e familiari”.

(Adnkronos/Adnkronos Salute)

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