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notizie> 05 novembre 2009

Prepensionamento di chi assiste, la Camera rinvia

ROMA – “Le risorse finanziarie per consentire il prepensionamento dei genitori di disabili gravi ammonterebbero – secondo una relazione tecnica presentata dal Governo alla Commissione Lavoro della Camera – a 3 miliardi di euro. Questo rende di fatto impraticabile l’approvazione della legge per il prepensionamento dei genitori di disabili tanto che la discussione prevista lunedì in Aula è stata rinviata”: lo ha dichiarato Amalia Schirru, componente Pd della Commissione Lavoro di Montecitorio, secondo cui “l’Italia presenta oggi un doppio rischio al confronto con gli atri Paesi europei: il primo è quello di scoprire quanto siamo bravi sul piano della redazione delle leggi, il secondo quello di comprendere che siamo però il Paese dei diritti negati, con la spiacevole conseguenza questa volta che le persone con gravi disabilità resteranno risorse del tutto inutilizzate per il nostro paese”.

Certa politica – conclude Schirru – “è sorda di fronte alle esigenze reali del Paese e prescinde tristemente dai diritti delle persone”.

I conti però non ci tornano: la relazione tecnica, con quella cifra di 3 miliardi di euro che lo stesso relatore aveva definito sorprendente, era arrivata (ed era stata dibattuta) nel mese di maggio (vedi qui l’articolo collegamento a vita.it): perché allora la proposta di legge alla Camera era stata calendarizzata? Insomma, la ragione del dietro front non può essere questa!

Sara De Carli
L’articolo originale è consultabile all’indirizzo web.vita.it

Commenti (3)

  1. vincenzo:

    salve, sareste cosi gentili da chiedere al ministro brunetta detto il fannullone, la differenza che passa tra un dipendente pubblico e uno privato mi riferisco alla legge 104/92 riguardante il congedo straordinario di due anni per assistere un disabile.La domanda e che i contributi versati nei due anni di congedo per i privati sono figurativi mentre per i pubblici no come mai, dice che dobbiamo diventare uguali allora iniziamo da qui grazie e scusate ha ragione quella persona che ha scritto che queste cose li può capire solo chi ha un disabile a casa.


  2. Dina Mura:

    sono madre di due ragazzi affetti dalla nascita di handicap grave ,non ho altri figli , ho 56 anni e sono dipendente PT settore privato. Assisto i miei figli da oltre trent’anni 24 ore al giorno e sono molto stanca. E’vergognoso che per i veri disabili e le loro famiglie non ci sia mai niente,non abbiano nessun diritto quasi fosse una loro colpa aver avuto dei figli con disabilita’ amo piu’ di me stessa i miei figli e andro’ avanti anche senza prepensionamento,forse le cose non cambieranno mai ,certe situazioni per capirle bisogna viverle.


  3. Alfio:

    Mi permetto di salutare ed esprimere solidarieta’ alla signora Dina.
    Non so in quale regione vive ,evidentemente ove non esiste l’assegno di cura .
    L’assegno di cura gli permetterebbe(qualora volesse) di assumere un’ assistente familiare, o di lasciare il lavoro anticipatamente .
    Ferma la necessita’ del prepenzionamento ,i 400-500 euro dell’assegno di cura erogati mensilmente possono alleviare il carico di cura ed assistenza dei propri cari,ma le regioni ,in particolare Umbria, Toscana ,Campania preferiscono donare, fino a 1600 euro al mese, alle residenze per favorire l’inserimento permanente sia dei giovani disabili che anziani non autosufficinti.
    Questa scelta’ e’ ovvio, ha l’obbiettivo di alimentare le clientele e il voto di scambio di tutti i loro amici titolari delle strutture e di tutti coloro che nelle residenze lavorano .
    Intanto chi non vuole segregare i propri cari affronta quotidianamente difficolta’ e privazioni .
    Le amministrazioni locali ,con gli assegni di cura ,risparmierebbero ma continuano a regalar soldi agli ospizi e alle varie forme di residenzialita’.
    A chi avanza l’obbiezione che con l’assegno di cura alle famiglie gli operatori delle residenze perderebbero il lavoro,nulla vieta che siano le famiglie stesse ad assumere quest’ultimi.