ROMA – Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta attacca l’uso distorto della legge 104, che consente permessi per l’assistenza a parenti disabili. «La legge 104, benemerita e importante – ha detto Brunetta nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Vidoni – è usata male, c’é un uso opportunistico dei permessi, in particolare nella scuola». Presentando una ricerca il ministro ha stimato che gli abusi si aggirino «tra la stima prudenziale del 30% e la mia del 50 per cento». E ha annunciato «una revisione di cui si sta occupando il Parlamento per riportarla al suo originale spirito, eliminando l’utilizzo da parte dei soliti furbi».
Dall’indagine del Formez realizzata sulla metà delle pubbliche amministrazioni, centrali e periferiche, emerge che i permessi retribuiti per l’assistenza di parenti disabili, sono utilizzati dal 9% dei dipendenti pubblici, con picchi nelle regioni del sud, oltre che in Umbria, mentre nel privato li usano meno dell’1,5 per cento. «C’é un uso non corretto, ma nel pubblico c’é un uso opportunistico».
Nel 2009 Brunetta stima 5 milioni e mezzo di giornate retribuite, con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente, che comporta un costo, per le casse statali, di 600 milioni di euro all’anno. Se ai permessi si sommano altre agevolazioni come i congedi retribuiti biennali, part time, mobilità, il costo stimato é di un miliardo. «Ci sono troppi abusi: se li eliminassimo – ha detto il ministro – potremmo liberare qualche centinaio di milioni per l’assistenza a chi ha bisogno».
L’intenzione del governo, ha sottolineato Brunetta, «non é di risparmiare ma sostenere le famiglie anche con trasferimenti diretti». Oggi «non ci sono vincoli stretti di parentela, non ci sono vincoli di residenza, non ci sono controlli». Per questo c’è stato «un allargamento intollerabile» degli strumenti previsti dalla legge. «Nessuna demonizzazione – ha detto Brunetta – ma conoscere per deliberare, colpendo chi se ne approfitta». Il ministro ha detto di sperare in un dibattito «sereno, non al grido di “giù le mani dalla 104″».
La regione che utilizza di più i permessi è l’Umbria con il 16%, seguono 5 regioni del Sud. L’uso dei permessi riguarda nel 50% casi di assistenza a genitori, per il 10% figli o altri parenti. Li utilizzano soprattutto le donne (il 67% sul totale dei dipendenti pubblici). Per il ministro il fenomeno degli abusi interessa in modo particolare il mondo della scuola. «Il 18-20% dei lavoratori nelle scuola usufruisce della 104: ci arrivano segnalazioni del fatto che sono sempre le stesse persone, con le stesse motivazioni, con lo stesso calendario legato a festività». (N.Co.)
www.ilsole24ore.com – 20 ottobre 2009


14 dicembre 2009 ore 19:21
A proposito del mondo della scuola, forse non si sa che oltre ai tre giorni che si possono utilizzare per assistere parenti malati,chi usufruisce della legge 104 esce fuori graduatoria, cioè quando ci sono riduzioni di organico il detentore della 104 è intoccabile.
Poichè, quest’anno,c’è stata una forte contrazione di cattedre, (grazie alla Gelmini), c’è stata anche, una corsa alla 104 personale, per cui molti insegnanti con anzianità di servizio decennali hanno perso il posto in quanto soprannumerari. Cosa si può fare per fermare questo abuso che sta assumendo proporzioni enormi???????????????