PADOVA – Da 26 anni, ciclicamente, le chiedono di dimostrare se la figlia è veramente Down, ed ora la mamma di Silvia, chiamata per l’ennesima visita di controllo dall’Inps, si è stancata: «Silvia è stata chiamata un’altra volta a mostrarsi. A mostrare cosa? che la sua sindrome di Down è miracolosamente svanita?». La protesta civile, ma carica di indignazione, è di una delle mamme di ragazzi Down di Padova, che il centro medico legale degli uffici Inps ha sorteggiato per le verifiche dei requisiti che attestano l’invalidità civile, e il mantenimento del diritto a benefici quali l’accompagno. Una stretta contro le spese dovute per i «falsi invalidi» che l’Inps ha deciso nel marzo scorso e che porterà a circa 200mila controlli.
«Per pescare i falsi invalidi – racconta la mamma di Silvia – si sorteggiano dei nominativi, e chi ci cade ci cade. Solo che trattandosi di invalidi al 100% è molto probabile che ci sia un’alta percentuale di invalidi veri. Insieme a noi c’erano altri due ragazzi in carrozzina con una disabilità talmente importante che mi sono vergognata per quei medici della commissione». Per protestare contro questo sistema, l’Associazione Down Dadi di Padova darà vita ad un sit-in davanti agli uffici Inps, in piazza Insurrezione. Un’altra mamma indignata è quella di Davide, anch’egli Down, che aveva inviato alla commissione medica per chiedere l’esonero tutta la documentazione attestante la malattia del figlio (compresa la foto della carta d’identità). Non c’è stato verso: i medici le hanno chiesto di presentarsi con il figlio personalmente.
corrieredelveneto.corriere.it – 24 settembre 2009
