FIRENZE – Disabile al 100%, cieco e sordomuto, è il destino toccato ad un bimbo, vittima di un parto sbagliato nell’ospedale di Borgo San Lorenzo. Il piccolo non può muoversi a causa dei danni subiti e ora la Asl 10 di Firenze ha risarcito ha risarcito la famiglia con un milione e 550mila euro, chiudendo così la causa civile promossa l’anno scorso dall’avvocato Mario Taddeucci Sassolini per conto della famiglia. Il piccolo, spiega il legale, venne alla luce, con parto spontaneo, il 15 maggio 2005: aveva il cordone ombelicale intorno al collo e non respirava. Fu intubato dall’anestesista e gli venne incannulata la vena ombelicale. Andò poi in arresto cardiorespiratorio, che obbligò tra l’altro a somministrargli adrenalina. Il bambino si riprese solo dopo l’intervento di un neonatologo del Meyer, nel frattempo arrivato all’ospedale del Mugello, che aspirò liquido dal pericardio. Ma subì un danno neurologico permanente, a causa della prolungata assenza di attività cardiaca.
Tutto ciò, come confermano le consulenze affidate all’avvocato Taddeucci Sassolini, avvenne sostanzialmente per due gravi e ‘grossolane’ negligenze da parte dei sanitari dell’ospedale di Borgo San Lorenzo. La prima fu che il tracciato del battito fetale fu fatto solo all’ingresso della madre in ospedale, il giorno prima del parto e non più ripetuto: se monitorato avrebbe rivelato la sofferenza del piccolo con conseguente parto d’urgenza. Un’omissione definita dal consulente ”inaccettabile in qualunque ospedale civilizzato (e probabilmente anche nel terzo mondo”. L’altra negligenza attiene all’intervento dell’anestesista, quando rianimò il bambino appena nato: avrebbe spinto troppo il catetere ombelicale finendo per raggiungere il cuore del piccolo, inondandolo di liquido e provocando così l’arresto cardiorespiratorio.
(lanazione.ilsole24ore.com)
