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Invalidi civili, controlli tra le polemiche

15 aprile 2009

SASSARI – Sono arrivate le prime lettere di convocazione agli oltre diciottomila invalidi civili sardi che dovranno passare la visita di «revisione» per verificare se siano ancora idonei a percepire l’assegno mensile. L’Inps ha messo in moto la macchina dei controlli disposti dal ministero del Welfare per stanare i «furbi», anche alla luce del fatto che il numero di pensioni, a livello nazionale, è aumentato del trenta per cento. Ma intanto le associazioni che tutelano i disabili lanciano un allarme: le chiamate a visita stanno arrivando un po’ in tutta la Sardegna anche a persone in possesso di verbale che attesta in data recente la loro situazione di invalidità.
«Mi risulta – dice Pier Giuseppe Vacca, battagliero presidente regionale dell’Anmic – che abbiano ricevuto la raccomandata invalidi ai quali soltanto pochi mesi era stata confermata la loro condizione o che addirittura si erano visti certificare un aggravamento tanto da ottenere l’indennità di accompagnamento. E’ un fatto grave – prosegue Vacca – perché è previsto dalla legge che debbano trascorrere due anni prima di essere sottoposti ad ulteriori verifiche».
Il responsabile regionale dell’Anmic fa una premessa: «Non voglio contestare i controlli in sè, anzi ritengo che siano sacrosanti. Ma mi chiedo – si interroga – visto quanto sta avvenendo, se le convocazioni a visita siano mirate e se invece non si sia pescato indiscriminatamente dal calderone degli invalidi. A questo punto c’è da aspettarsi di tutto, anche che si ripetano situazioni al limite del paradosso che abbiamo già vissuto in passato, quando sono stati chiamati a controllo medico persone in condizioni di invalidità acclarata e assolutamente irreversibile. Un’umiliazione e un affronto subito da mutilati e da malati costretti a muoversi addirittura in barella. Ricordo che chi ha patologie totalmente invalidanti non deve essere sottoposto a revisione, considerato appunto, che si tratta di situazioni che non possono certo regredire».
«A prevederlo è un decreto dell’agosto del 2007 – spiega un altro esperto del settore, Pier Luigi Ruzzu, responsabile per le commissioni di accertamento dell’Asl n. 1 di Sassari – che indica appunto le patologie stabilizzate come non soggette a test ulteriori. E’ però necessario che ciò venga dichiarato nella documentazione dell’invalido. Pertanto io ritengo che probabilmente non dovranno essere diciottomila gli invalidi civili sardi chiamati alla revisione. Sono convinto che in quel numero rientrino soggetti che dagli esami devono rimanere fuori».
L’Anmic e le stesse Asl, le prime a passare ai raggi X le condizioni di salute degli invalidi, avanzano anche un altro dubbio: e cioè che le verifiche abbiano per lo Stato un costo superiore all’ipotizzato ritorno. «Non voglio che sembri una difesa di categoria, ma ci tengo a ricordare che quando nel 2004 vennero revisionate a tappeto le loro pensioni, il 99 per cento degli invalidi civili fece ricorso e lo vinse – afferma Pier Giuseppe Vacca, -.
In quell’occasione l’esborso per lo Stato fu enorme, ma evidentemente si continua a non tenere conto del fatto che proprio l’invalidità civile è l’unica soggetta al doppio controllo perché passa al vaglio di due commissioni mediche, dell’Asl e dell’Inps, per un totale di otto medici che la certificano. Mentre altrettanto non avviene per analoghe pensioni erogate dallo stesso Inps, dall’Inail o dall’Inpdap».
«Ritengo che, almeno per quanto riguarda la nostra area, il sistema di accertamento e controllo funzioni abbastanza bene – afferma ancora Pier Luigi Ruzzu -. E vero che l’invalidità civile non è sottoposta a revisione periodica, ma è anche vero che per quanto ci riguarda non è mai capitato che abbiamo scoperto un falso invalido totale, come, tanto per fare l’esempio che desta scandalo, il cieco che guida l’auto. Già in passato abbiamo fatto controlli incrociati tra destinatari dei trattamenti di pensione e titolari di patenti di guida, da cui non sono emerse irregolarità vistose. E anche io sono convinto che alla resa dei conti il costo di questa nuova tornata di verifiche supererà quello delle pensioni percepite senza averne diritto».
L’Anmic già nei giorni scorsi ha incontrato responsabili delle Asl e dell’Inps per affrontare alcune delle questioni sul tappeto a tutela degli invalidi. E intanto manda a loro l’avvertimento di portare alla visita tutta la documentazione sanitaria necessaria e, ovviamente aggiornata. «Questo per evitare sorprese e successivi contenziosi – ricorda il presidente regionale Vacca -. Se poi hanno bisogno di chiarimenti, possono richiederli negli uffici delle associazioni. E’ meglio essere informati dei propri diritti e dei propri doveri».
Intanto le Asl stanno fornendo le documentazioni all’Inps. Migliaia di fascicoli stanno viaggiando tra le sedi dei due enti. L’Istituto di previdenza di Sassari li ha richiesti a scaglioni. Medici saranno assunti ad hoc per il disbrigo delle pratiche. Le commissioni dovranno esaurire il loro lavoro entro il prossimo dicembre e per ora si ha notizia di convocati entro la fine del mese di aprile. E’ un meccanismo gigantesco quello che si sta mettendo in moto. Soltanto per Sassari sono previste 4889 verifiche e nella stessa situazione si ritrovano le altre sedi Inps dell’isola chiamate a fare da supervisori: nella provincia di Olbia-Tempio le visite da revisionare sono 1161, a Oristano 1605, a Nuoro 1619, in Ogliastra 370, a Cagliari 4997, in Medio Campidano 1632, a Carbonia-Iglesias 1891.
Sono cifre alle quali la burocrazia sanitaria è comunque abituata. Spiega il dottor Ruzzu che «le commissioni di accertamento dell’invalidità dell’Asl n. 1 soltanto nel distretto di Sassari eseguono ogni anno undicimila visite, che diventano quattordicimila se ci aggiungiamo anche il territorio di Alghero e Ozieri».

Paoletta Farina
la Nuova Sardegna — 14 aprile 2009

Commenti (1)

  1. silvana dice:

    Io non abito in sardegna ma in campania e proprio nei giorni scorsi ho avuto la fatidica raccomandata
    ma io sono beneficiaria anche dell’assegno di accompagnamento in quanto invalida totale
    sulla suddetta lettera c’era scritto che potevo ottenere l’esonero della visita ma chiamando il numero verde non mi hanno saputo dare nessuna risposta concreta
    ora mi chiedo ma perchè ci devono andare di mezzo sempre le persone che hanno davvero bisogno?
    Io dovrei fare 120 km andata e ritorno per una visita che non dovrei fare?