ROMA – “La mancata assunzione della quota dovuta del 7% di personale disabile mette la compagnia area nazionale CAI fuori dalla legge”. E’ quanto dichiara Giovanni Carapella, consigliere regionale e coordinatore nel Lazio dell’area A sinistra del PD. “E’ gravissimo – sottolinea – che la compagnia aerea nazionale, si permetta di tenere comportamenti così palesemente antisindacali ed in aperta violazione del disposto di legge. Si tratta dell’ennesima dimostrazione dell’incongruenza della vicenda Alitalia, tanto più che quelle relative ai lavoratori disabili, alle persone con carichi familiari, alle lavoratrici madri, erano tutte questioni su cui erano stati assunti impegni ben precisi dal Governo, attraverso l’autorevole firma del Sottosegretario Gianni Letta”.
“Impegni – continua Carapella – che sono stati puntualmente disattesi da una procedura confusa e poco trasparente di assunzione che non solo ha lasciato a terra ben più dei 3500 cassaintegrati previsti originariamente, ma che ha anche operato discriminazioni intollerabili in qualsiasi paese democratico, come quelle, appunto, nei confronti dei lavoratori diversamente abili. Tali discriminazioni – conclude – sono ancora più incredibili se si pensa a quanti sacrifici alla collettività italiana è costata l’operazione ‘salvataggio al’italiana’ portata avanti dai ‘patrioti’ di CAI con la benedizione del Premier”.
L’articolo originale è consultabile all’indirizzo www.ilvelino.it

LVdCP:
Bravo amministratore hai fatto bene a dare risalto a questa notizia,
anche io ho pubblicato qualcosa su CAI e disabili predentemente.
Srebbe da diffondere ovunque questa notizia. pero’ mi sorge un dubbio : la legge prevede l’ escamotage delle sanzioni per coloro che non apllicano la legge per cui di che cosa si lamenta il politico di turno se e’ proprio il legislatore : cioe’ la politica ad aver previsto un comportamento del genere.
Comunque diffondiamola ovunque…
antonio ferrara:
buongiorno,sono un cassa-integrato alitalia airport,disabile,invalido civile,titolare di legge 104, escluso in modo brutale dalla nuova cai,discriminato a discapito di colleghi con anzianita’inferiore alla mia (19 anni e 41 di eta’). Ma come da categoria protetta,adesso questa e’una categoria di esclusi? e’forse cambiata la legge? oppure qualcuno protegge la cai a fare cio’che vuole? Io,inoltre,dopo aver lavorato 20 anni allo scalo di Napoli,ho subito un infortunio in itinere tornando da lavoro,e avendo peggiorato la mia condizione fisica ho chiesto prima della chiusura della vecchia alitalia un trasferimento per esigenze personali. Risultato? ne’il trasferimeno ne’l'assunzione a Napoli sono mai avvenuti. So’che il 9 aprle i dirigenti cai son stati convocati dagli assessori al lavoro Smeriglio e Tibaldi,per definire la vicenda degli esclusi,che spero possa avere un lieto fine e metterci una pietra sopra,perche’sinceramente neanche alla Burundi airlines,si sarebbe mai vista una cosa simile. Spero che qualcuno si ricordi di me e mi aiuti a risolvere questo dramma,in quanto per problemi motori io non posso muovermi da qua e da’ la,andare a riunioni,assemblee,cortei,etc…..per cui chiedo solo che la cai rispetti me come lavoratore,che per 20 anni con tutte le difficolta’che ho,son riuscito ad essere piu’produttivo di quanto un”normodotato” abbia potuto fare
Antonio Ferrara
e.mail: ferrara.toni@yahoo.it