CHIETI – Abbattere le barriere architettoniche a favore delle persone con ridotte capacità motorie e sensoriali. Questo l’obiettivo di Paola Leccese presidentessa della commissione comunale di studio “Chieti accessibile”, che opera da un mese. «Non vogliamo risolvere il problema dell’handicap. Ma vogliamo fare un’analisi accurata per far emergere i problemi». «I problemi che recano danno alle persone diversamente abili, per cercare di rendere comodi gli accessi agli uffici pubblici e non», sottolinea Paola Leccese , consigliera comunale disabile, che presenta tre proposte che coinvolgono a pieno la cittadinanza.
«Tra le prime attività della commissione c’è quella di un concorso per la scelta del logo della campagna di sensibilizzazione “Chieti accessibile” per il superamento delle numerose barriere architettoniche», annuncia la Leccese. Il bando è rivolto agli alunni delle scuole elementari e medie di Chieti. I disegni dei loghi, con eventuali slogan, dovranno pervenire al comune di Chieti entro, e non oltre, il 30 aprile. Un concorso per un obiettivo di civiltà. «E’ stato predisposto un link sul sito del Comune dove sarà possibile reperire documenti utili ai diversamente abili. C’è un apposito spazio riservato alla normativa e sarà compito dei cittadini arricchirlo», aggiunge la presidente della commissione di Palazzo d’Achille.
«Vogliamo diffondere anche un questionario rivolto ai disabili e alle persone a loro vicine. Il fine è verificare l’effettiva accessibilità delle vie della nostra città, citando i luoghi maggiormente frequentati e dove vengono riscontrate maggiori difficoltà». «Il sito permette di prendere informazioni dirette», aggiunge il primo cittadino Francesco Ricci , che conta sull’educazione dei concittadini e sul loro senso di solidarietà e sensibilità. «Da disabile trovo molti disagi quando trovo automobili parcheggiate sul marciapiede o nei varchi per il passaggio delle carrozzelle» interviene la Leccese. «Occupare poi il parcheggio riservato a chi ha un handicap è una grande ingiustizia», se non più esattamente un atto di inciviltà, vogliamo aggiungere. «Quel posto è riservato a persone che non sono autonome. Spesso mi sono trovata a lasciare bigliettini a quegli automobilisti. Vogliamo fare a cambio anche solo per un attimo della vita?», scrive. «Penso che nessuno accetterebbe», conclude Paola Leccese.
Debora Zappacosta
il Centro — 21 marzo 2009
