BRINDISI – Punto interrogativo sulla prosecuzione del processo nato dall’inchiesta su una presunta truffa al sistema sanitario: il debutto in aula ha fatto venire a galla eccezioni per le quali la difesa ha chiesto la nullità del decreto con cui è stato disposto il rinvio a giudizio degli indagati di “Diafoirus” (dal nome del malato immaginario di Moliére).
Gli avvocati degli imputati hanno giocato la carta della “indeterminatezza del capo di imputazione” ritenendo troppo generica l’affermazione di un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni del sistema sanitario con dichiarazioni di invalidità false e ossigenoterapia, contestata a 49 imputati (in origine 51, numero sceso per effetto dei patteggiamenti).
I giudici si sono “riservati” la decisione dopo la replica del pubblico ministero: il nodo sarà sciolto il 4 marzo, data stabilita dal presidente del Collegio della Seconda sezione Penale, Gabriele Perna, per il ritorno in Aula.
Solo allora sarà possibile sapere se il punto interrogativo lascerà il posto al dibattimento. E nel caso in cui dovessero essere rigettate le istanze della difesa, i giudici si pronunceranno sulle prove da ammettere e sui testimoni (la Procura ha chiesto l’ascolto di 47 persone, la difesa – per alcuni degli imputati – ha presentato liste di oltre duecento persone).
