istruzione> 27 gennaio 2009

Insegnante di sostegno: il Tar raddoppia le ore settimanali

SAVONA – Ventiquattro ore settimanali di sostegno ad un bambino disabile riconosciuto al Tar di Genova che ha accolto con un provvedimento cautelare il ricorso di una famiglia valbormidese presentato all’avvocato Luigi Piscitelli contro il Ministero dell’Istruzione.
Nell’anno scolastico 2007-2008 il minore usufruiva di 12 ore settimanali di sostegno, con rapporto insegnate alunno di uno a due (un insegnate per due bambini). Successivamente la scuola dell’obbligo frequentata dal bambino, con l’avvallo dell’Asl, aveva stabilito nel verbale del gruppo integrato che per l’alunno disabile fosse necessario l’innalzamento delle ore di sostegno, passando all’orario massimo di 24 ore settimanali, a differenza delle 12 dell’anno scolastico precedente. La decisione a causa di un aggravamento della patologia dalla quale è affetto il piccolo, che è stata confermata dagli esami medico-clinici della struttura ospedaliera che ha in cura il minore.
Il ricorso al giudice ordinario era stato respinto per difetto di giurisdizione dal momento che la questione riguarda gli stanziamenti per previsti dalla legge finanziaria. L’avvocato Piscitelli si è così rivolto al Tar che ha invece accolto il ricorso, dopo avere disposto una “vericazione sanitaria” delle condizioni del minore affidandone l’incarico al servizio di neuropsichiatria infantile dell’età evolutiva dell’Asl2. Dall’accertamento è emerso il fondamento del ricorso e la conseguente decisione del Tar che ha stabilito che il minore sia seguito da una maestra di sostegno per 24 settimanali, con rapporto alunno-insegnante uno a uno.
Quello delle ore di sostegno è un problema comune a molti genitori ed istituti scolastici della provincia costretti a fare i conti con le restrizioni imposte dalla legge finanziaria e dalla riforma del sistema scolastico del Ministero della Pubblica Istruzione dell’Università e della Ricerca, a poco più di una settimana dall’apertura delle iscrizioni scolastiche che quest’anno sono state spostate dal 1 al 28 febbraio.
Un precedente è quello che ha visto protagoniste otto famiglie del savonese (cinque di Cairo Montenotte , due di Vado Ligure, e una di Pietra Ligure) assistite dall’avvocato Elena Navello. Le famiglie in questione all’inizio dell’anno scolastico si erano viste decurtare le ore di sostegno ai propri figli che erano passate da 24 a 12 e in alcuni casi a 8 ore. Le famiglie hanno così presentato ricorso al Tar, contro il Ministero dell’Istruzione, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria e la direzione didattica statale di Vado Ligure chiedendo il reintegro delle 24 ore di sostegno per i loro figli disabili. Il Tar Ligure si è pronunciato il dicembre scorso stabilendo che i minori avessero diritto al massimale delle ore di sostegno settimanale.
Nel caso degli studenti di Cairo Montenotte erano intervento il sindaco Fulvio Briano insieme all’assessore alla pubblica istruzione Gaetano Militenda al quale si erano rivolte le famiglie dei gli alunni. Il Comune aveva provvisoriamente messo a disposizione degli alunni disabili gli educatori sociali del Comune che seguivano gli studenti nelle o”scoperte” dall’insegnante di sostegno. (ilsecoloxix.ilsole24ore.com)

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