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eventi> 04 gennaio 2009

5 giorni davanti alle telecamere per un reality show con i disabili

MONSELICE (PD) -  Si è concluso fra lacrime, abbracci e sorrisi il primo reality show cittadino. «Eye, kecé da guardare» ha lasciato il segno: lo assicurano gli organizzatori che per una settimana hanno «lanciato» quattro giovani nel Centro Educativo Occupazionale Diurno «Giovani Amici» di Arteselle di Solesino. La struttura di via Arzere ospita quotidianamente 24 disabili, per la quale organizza attività e laboratori mirati. I partecipanti del reality, quattro in tutto, si sono calati per una settimana nelle vesti di operatori sociali. Dopo una prima scrematura (ai provini di inizio novembre si erano presentati una trentina di ragazzi) sono stati selezionati sei concorrenti. Due di questi hanno rinunciato alla vigilia del debutto per motivi scolastici e personali.

L’avventura ha quindi coinvolto Jessica Sattin (15 anni, studentessa del Cattaneo), Andrea Tosato (18 anni, rappresentante d’istituto del Kennedy), Stefano Ermolli (20 anni, parrucchiere a Conselve) e Riccardo Castellin (16 anni, studente del Cattaneo). Sotto l’occhio indiscreto delle telecamere, i quattro ragazzi hanno condiviso cinque giorni con i disabili del Centro. «Ci hanno messo cuore e anima – assicurano i promotori dell’iniziativa, Ernesto Aufiero e Lucia Ferraro – e pur essendo alla loro prima esperienza di volontariato (solo Andrea è scout, ndr) hanno dimostrato che chiunque può veramente diventare utile per il prossimo e tirar fuori una sensibilità probabilmente mai conosciuta». «Ha colpito soprattutto la condivisione che utenti e partecipanti hanno messo in campo – sottolineano Florio Baraldo e Andrea Trevisan, responsabile del Ceod -. I ragazzi disabili del centro hanno fatto di tutto per far sentire i nuovi ospiti a loro agio». Il format sarà presto trasmesso da una emittente locale. I quattro partecipanti saranno votati dagli spettatori e il vincente diverrà il «ragazzo immagine» di tutte le iniziative di volontariato proposte dal Comune e dalle associazioni di Monselice. «L’esperienza non finisce certo qui – commenta Jessica – in quanto voglio rimanere legata a questa realtà di volontariato». «E’ strano finire in tv per iniziative solidali – spiega invece Andrea – Penso che attività come queste meritino più visibilità». Soddisfazione pure per Stefano e Riccardo: «Un’esperienza dall’impatto forte, superato grazie alla simpatia e all’affabilità degli utenti di questo centro, che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare».
Nicola Cesaro (mattinopadova.repubblica.it)

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