ROSIGNANO (LI) – Permessi per assistere i figli disabili al centro di una mozione di Alessandro Conforti e Patrizia Poli. I due consiglieri Pd chiedono di rivedere la legge sulla cosiddetta “alternatività necessaria” e invitano i parlamentari eletti nel nostro collegio a sostenere questa iniziativa insieme alle associazioni onlus Haccompagnami. Chiedono inoltre che il relativo documento approvato dal consiglio venga inviato ai ministri Maurizio Sacconi e Carlo Giovanardi, ai capigruppo di Camera e Senato, all’assessore regionale Salvatori e ai capigruppo regionali. «La legge 104/1992 – scrivono Conforti e Poli – dà ai genitori di figli disabili gravi che svolgono lavoro dipendente la possibilità di avere 2 ore di permesso retribuito fino al compimento del terzo anno di età e, dopo, di usufruire di tre giorni al mese. La legge 53/2000 dà la possibilità ai genitori di figli disabili gravi di astenersi dal lavoro per un massimo di due anni (anche frazionabili) e percepire ugualmente lo stipendio. Questi congedi spettano in via alternativa alla madre o al padre (o a uno degli affidati in caso di affidamento contemporaneo a due persone della stessa famiglia)». Secondo i due consiglieri Pd «la necessaria alternanza imposta dal quadro normativo di riferimento limita fortemente l’assistenza e finisce per creare notevoli e insuperabili disagi. Infatti i genitori dovrebbero essere posti nella possibilità di scegliere la fruizione dei congedi o dei permessi giornalieri anche in contemporanea l’uno rispetto all’altro. Ciò in quanto la scelta della fruizione del periodo di congedo straordinario spesso coincide con momenti di grande difficoltà nell’assistenza al soggetto e quindi con momenti in cui le forze spirituali e materiali dell’intero nucleo familiare (riconosciuto e tutelato dall’art. 31 della Costituzione) sono chiamate a raccolta, per non parlare dei periodo in cui la gravità della malattia comporta la necessità di ricoveri ospedalieri o presso centri specializzati situati magari a distanze considerevoli». Di qui la richiesta di «cancellare la “necessaria alternatività” sancita dall’art. 42 del decreto legislatico 51/2001, nella fruizione dei congedi straordinari e dei permessi mensili, permettendo così di rimettere alla libera scelta dei soggetti coinvolti la fruizione contemporanea o alternativa dei congedi straordinari e dei permessi mensili».
(iltirreno.repubblica.it)

30 settembre 2009 ore 20:54
Io e mia sorella (insegnanti entrambe di 45 e 37 anni, con figli) abbiamo nostra madre (74 anni) affetta da demenza senile allo stadio galoppante, che vive in casa sua con una badante 24/24h, nella stessa nostra città (Foggia). Ha bisogno di molte cure, non ha più neanche autonomia pesonale ed inoltre, ultimamente, è subentrata una psicosi che lo psichiatra cerca di tamponare con farmaci psicotici, che non sempre hanno l’effetto desiderato, mancando i recettori cerebrali. Siamo sfinite, ma insieme, io e mia sorella ritroviamo la forza per continuare. Perchè ci viene negata la possibilità di usufruire di permessi in modo alternativo e/o congiunto? Perchè per genitori-figli disabile invece è cocesso? Aiutateci.