ABANO TERME (PD) – «Ci dispiace ma il suo cane non può entrare nel nostro ristorante ».
Una risposta che agli amanti degli amici a quattro zampe può far dispiacere o che può al massimo infastidire ma che diventa un vero e proprio problema se il divieto viene imposto ad un non vedente. E’ chiaro che per quei non vedenti o ipovedenti che si affidano al cane guida per muoversi autonomamente un divieto di questo tipo significa essere costretti a cambiare ristorante.
Lo spiacevole incidente ha visto come protagonista Davide Cervellin, noto imprenditore non vedente, patròn della Tiflosystem di Piombino Dese, azienda che si occupa di servizi e tecnologia dedicate ai diversamente abili. L’occasione è stata fornita da una sorta di gita che un gruppo di ciechi e ipovedenti hanno fatto ad Abano Terme nello scorso fine settimana, all’Hotel Paradiso, dedicato, quasi superfluo sottolinearlo, alle cure fangoterapiche. Ma evidentemente, come ha spiegato lo stesso Cervellin, Abano costituisce una sorta di «buco spazio temporale» dove non valgono le leggi italiane ed internazionali che sanciscono la libertà per i non vedenti di portare il cane guida ovunque. «E’ una questione di igiene, una questione di chissà quale bon ton ciò che è certo è che una giovane cieca del gruppo – ha raccontato Cervellin – è stata costretta a rinchiudere il cane da qualche parte perché al ristorante non poteva entrare».
«E’ assolutamente disdicevole – ha poi continuato – che un paese che ha l’economia fondata sugli aiuti pubblici per le cure di persone, molto spesso, acciaccate e anziane assuma atteggiamenti così beceri e discriminatori ». Inutile sottolineare che sarà ben difficile che il gruppo di non vedenti decida di tornare ad Abano, o quanto meno, che decida di scegliere ancora una volta lo stesso hotel.
L’organizzatrice della gita Survana Palleschi, ragazza ipovedente sminuisce l’accaduto parlando di un «semplice fraintendimento. L’albergo dopo il primo errore si è mostrato molto disponibile permettendo anche l’ingresso dei cani nella zona cure». Amareggiato Graziano Bortolamei, titolare dell’hotel Paradiso: «Sono molto amareggiato dalla mail di Cervellin. Posso garantire che abbiamo fatto tutto il possibile per offrire il miglior soggiorno possibile ai nostri clienti».
(www.corriere.it)
cronaca> 06 novembre 2008
Cieca discriminata all’hotel
Commenti (1)

Elena Brescacin:
Non ho un cane guida, però, sono cieca e con questo dico che mi fa letteralmente schifo sapere che nel 2008 ci sono ancora persone che storgono il naso davanti a un cane guida. La legge serve a qualcosa, o no? E la legge dice espressamente che i gestori di luoghi pubblici -alberghi e ristoranti compresi- DEVONO permettere ai cani guida di entrare
da diffondere http://blindsight.eu/doggy.htm
anche perché i cani, diciamocela, sono molto meglio di certi individui che si definiscono persone; i cani non discriminano..e questo adesso si mette a dire “sono amareggiato dalla mail, abbiamo fatto tutto il possibile”, sì certo, come no, sembra proprio vera. Mi meraviglio perché non abbiano chiamato le forze dell’ordine e dato una multa a quei cagoni con la puzza sotto il naso, dell’albergo.